Il Tribunale di Roma, ha accolto l'azione inibitoria attivata dal Movimento Consumatori nei confronti di Wind, promossa a seguito di numerose segnalazioni degli utenti che sono stati male informati sulla copertura con la rete a “banda larga”della loro linea telefonica. Sul sito www.libero.it gli utenti potevano verificare se la loro zona era coperta dall'Adsl, ma ogni volta il risultato era positivo, anche quando effettivamente non era ancora possibile usufruire della banda larga per quella linea telefonica. “Questa sentenza – spiega Laila Perciballi del Movimento Consumatori - costituisce una vittoria per tutti i cittadini, perché per la prima volta il giudice ha condannato i comportamenti scorretti del gestore, per la scorretta ed errata informazione sulla effettiva copertura Adsl delle utenze telefoniche verificabili attraverso la procedura telematica presente sul sito www.libero.it”.Il Movimento Consumatori di Roma ha ottenuto, dunque, la condanna di Wind a correggere questo comportamento perché lesivo degli interessi dei consumatori. Il Tribunale di Roma ha ordinato al gestore che “all'interrogazione dell'utente circa la copertura in Adsl veloce del suo numero telefonico, fornisca in ogni caso una risposta veritiera, ossia corrispondente alla reale situazione individuale dell'utente, e completa, con esito differenziato, in relazione alle diverse offerte commerciali dell'azienda, siano esse del solo servizio Internet o anche di fonia”. “Inoltre - aggiunge la Perciballi - il giudice ha ordinato alla Wind “per contribuire a ristabilire anche per il passato la corretta informazione, rimuovendo eventuali effetti pregiudizievoli delle violazioni accertate, la pubblicazione a cura e spese di Wind, per una sola volta, sui quotidiani a diffusione nazionale La Repubblica ed Il Messaggero di un avviso contenente il dispositivo di questa sentenza, con l'indicazione degli estremi del giudizio, dell'organo giudicante e delle parti a caratteri tipografici doppi del normale”.Wind dovrà dar luogo alla modifica della procedura telematica e alla pubblicazione del dispositivo della sentenza entro e non oltre il 6 luglio 2007; in caso contrario, il Movimento Consumatori si attiverà per dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Roma.
di Movimento Consumatori (angela.carta@movimentoconsumatori.it)
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venerdì 6 luglio 2007
Grazie a Movimento Consumatori, Wind condannata per errata informazione
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mercoledì 4 luglio 2007
Cina: la lettera del Papa sparisce dal web
La Lettera di Benedetto XVI al clero ed ai fedeli della Repubblica popolare cinese e' sparita dai siti web cattolici che la ospitavano sin dalla sua pubblicazione. Allo stesso tempo, dalla Cina e' tuttora impossibile aprire il sito internet della Santa Sede. Lo riferisce oggi Asianews, agenzia di informazione missionaria del Pime, secondo la quale questa scelta e' stata denunciata da sacerdoti e fedeli cinesi, ufficiali e non, che gestiscono i vari portali. Alcuni avevano inserito il testo in cinese semplificato appena era stato pubblicato, ma hanno ricevuto la visita di alcuni rappresentanti del governo che li hanno ''convinti'' ad eliminarla. Asianews riferisce che secondo un sacerdote, anonimo per motivi di sicurezza, questa proibizione ''prova come e' vero cio' che il Papa scrive a proposito dell'influenza governativa negli affari religiosi''. Allo stesso tempo, essa ''dimostra che la Chiesa in Cina non gode di piena liberta' religiosa''. Eppure, in un'intervista antecedente alla pubblicazione del testo, il vice presidente dell'Associazione patriottica dei cattolici cinesi Liu Bainian aveva dichiarato che l'Ap ''non avrebbe distribuito ai fedeli la Lettera, che poteva essere tranquillamente scaricata da internet''. Tuttavia, il testo papale ha raggiunto lo stesso le comunita' cattoliche cinesi: fonti di AsiaNews nel Paese spiegano che esso e' stato inviato via fax o portato a mano, oppure scaricato da internet grazie a siti civetta che sono riusciti ad eludere la censura del governo. L'agenzia missionaria gia' nei giorni scorsi, immediatamente dopo la pubblicazione della lettera di Benedetto XVI aveva dato ampio risalto alle reazioni in Cina di fronte a un testo cosi' importante.
Fonte: redazione@vita.it http://www.vita.it/
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Dolce Vita
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Immigrazione: a giugno 210 morti nel canale di Sicilia
Guardiacoste Italia recupera naufraghi spesso in acque maltesi ---- Bruxelles, 3 lug. (Apcom) - La Guardia costiera italiana ha salvato 3.758 immigranti clandestini fra il primo gennaio e il 26 giugno 2007, ma almeno 210 persone sono annegate o scomparse nel Canale di Sicilia in un solo mese, dal primo al 29 giugno scorsi. Lo ha detto Paolo Artini, rappresentante dell'Unhcr (l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati), durante un'audizione pubblica su "Le tragedie dei migranti in mare" svoltasi oggi al Parlamento europeo a Bruxelles. Nella prima metà del 2007, ha riferito Artini, gli arrivi di immigranti illegali in Italia (circa (5.200) sono diminuiti del 30% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre sono quadruplicati gli arrivi a Malta (700). L'aumento della pressione su questa piccola isola è una cattiva notizia, viste le limitate capacità d'intervento delle squadre maltesi di ricerca e salvataggio, rispetto alla grande estensione (più vasta della superficie della Gran Bretagna) dell'area di mare sotto il controllo delle autorità di La Valletta. Fortunatamente, i guardiacoste di altri paesi, e in particolare dell'Italia, vanno anche nelle acque che non sarebbero di loro competenza a cercare e salvare le persone in balìa dei barconi dei trafficanti. Nel 2006, ha segnalato Artini, il 49% delle operazioni di salvataggio portate a termine dai mezzi dalla Guardia costiera italiana (152 su 311) è stato effettuato nella regione di mare sottoposta all'autorità maltese. Nei primi sei mesi di suest'anno, le persone salvate nelle stesse acque dai mezzi italiani sono state 1.663, il 44% del totale (3.578). "La Guardia costiera italiana è molto attiva e si è particolarmente distinta per i salvataggi effettuati non solo nelle acque di competenza maltesi, ma anche nelle acque internazionali, che sarebero di competenza libica, com'è successo nel famoso caso dei naufraghi attaccati alle reti da pesca", ha detto Artini ad Apcom a margine dell'audizione. Malta ha limitate capacità di controllo, ma non vuole ridurre la superficie di mare sottoposta alla sua autorità per le operazioni di ricerca e salvataggio perché coincide con la Regione maltese d'informazione per l'aviazione, che genera considerevoli risorse economiche dal traffico aereo.
Fonte: http://www.vita.it/
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Rinfrescante e antimicrobi, nasce il tessuto all’aloe
Presto potremmo indossare abiti fatti apposta per non irritare pelli sensibili o provocare danni ulteriori a chi già soffre di irritazioni. Merito di un nuovo tessuto rinfrescante trattato con finissaggio naturale a base di Aloe Vera. Lo ha realizzato un'azienda di prodotti naturali (Crespi 1797), che ha messo insieme oltre 200 componenti della pianta officinale. La casa produttrice assicura una particolare morbidezza e una sensazione di benessere, un effetto idratante e confortevole, rinfrescante e calmante su pelli arrossate e irritate. Il tessuto dovrebbe avere inoltre proprietà antimicrobiche, di protezione dagli insetti e di stimolazione della circolazione.
Fonte: http://www.staibene.it/sb_home.asp
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Pomodori, pesche e mele sono più sani se “bio”
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lunedì 2 luglio 2007
Banche, partiti e consumatori
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Fondi pensione: i soldi sono dei lavoratori o delle aziende?
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Etichette: aziende, fondi, lavoratori, pensione


