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giovedì 12 luglio 2007

La Consob scopre che si vendono molti strutturati

Leggendo l'intervento del presidente Cardia a Milano, lunedi scorso in occasione dell'annuale incontro con la comunità finanziaria, apprendo con piacere che la Consob si è accorta di cosa sta avvenendo da sei anni a questa parte, vale a dire che gli intermediari spingono i clienti ad uscire dai fondi comuni e propongono prodotti poco trasparenti come "polizze assicurative a contenuto finanziario" ed anche "obbligazioni bancarie spesso caratterizzate da strutture complesse e di più difficile valutazione". La Consob si è perfino accorta che "questa evoluzione riflette, in larga parte, gli obiettivi delle reti distributive che negli ultimi anni hanno visto privilegiare la vendita di prodotti finanziari a più elevati margini di rendimento per i distributori e funzionali alle strategie di finanziamento dei gruppi di appartenenza". Ben il 40% delle obbligazioni bancarie è rappresentato da strutturati al punto tale che "sarà ulteriormente sviluppata la vigilanza con il supporto di specifici modelli di analisi". Meglio tardi che mai...comunque anche dopo questa "scoperta", in concreto non cambierà nulla. Qualche ritocco alla documentazione, che nessuno legge ed anche se legge non capisce, e magari una firma in più da qualche parte.

Fonte: http://www.investireoggi.it/approfondimenti-finanza/tutela-del-risparmio-a57.html

lunedì 9 luglio 2007

Il successo del Blu-Ray insospettisce l'Europa

La Commissione Europea sta indagando sul successo del formato Blu-Ray: lo riferisce il Wall Street Journal, che racconta come siano state mandate delle lettere ai maggiori studi di produzione di Hollywood chiedendo maggiori informazioni sulle comunicazioni e gli accordi presi con i rappresentanti dei formati HD DVD e Blu-Ray. Lo scopo è comprende le motivazioni per le quali molti grossi studi di produzione stiano prendendo accordi esclusivamente per il formato Blu-Ray.
Era solo questione di tempo prima che la curiosa posizione che Sony occupa nel settore dei DVD cominciasse a destare sospetti. La casa giapponese infatti, oltre ad essere la principale artefice dello sviluppo e distribuzione dei DVD di nuova definizione Blu-Ray, è anche la produttrice della Playstation 3, la console che integra un lettore Blu-Ray di default, e la titolare di un importante studio di produzione cinematografica. Normale dunque che la commissione europea si ponga delle domande sulla legittimità del dominio del formato Sony sul rivale HD DVD che non gode di una console che integri un suo lettore (solo la Xbox360 prevede un lettore HD DVD da comprare a parte) e nemmeno della presenza ad Hollywood.
Quello di cui la commissione è in cerca sono eventuali "tattiche improprie" attraverso le quali Sony sia riuscita ad ottenere l'appoggio di Walt Disney, Twentieth Century Fox, Lions Gate Entertainment e MGM, mentre Toshiba per il suo HD DVD ha stretto accordi solo con la Universal. In più anche il diverso prezzo dei dischi Blu-Ray rispetto ai rivali è un punto sul quale si cerca di fare chiarezza.
Come risultato di una simile situazione al momento la guerra dei formati sta subendo una forte sterzata nella direzione del formato Blu-Ray. Nonostante infatti i lettori venduti siano molto pochi e nonostante la maggior parte sia per dischi HD DVD (150.000 contro i 105.000 Blu-Ray), Sony ad oggi ha venduto più di un milione e mezzo di Playstation 3 contro i 106.000 lettori HD DVD per Xbox360, cosa che sta facendo la differenza.

Fonte: http://webnews.html.it/news/leggi/6360/il-successo-del-bluray-insospettisce-leuropa/

Confermata la riorganizzazione interna di Asus

A partire dal primo gennaio 2008, Asus si dividerà in due aziende, controllate comunque sempre dai grandi capi di Asus. Le due nuove nate vengono da una riorganizzazione interna volta a separare le loro attività ODM in due sussidiarie che prenderanno il nome di Pegatron Technology and Unihan Technology.
Rimarranno invariate quindi le attività che Asus svolge sotto il proprio marchio. Vi ricordo che per attività ODM, si intende la produzione per conto di terzi, che poi provvederanno a rimarchiare i prodotti con il loro marchio. Una pratica molto diffusa fra le aziende IT, basti pensare che tutti i portatili Apple, gli iPod e i recenti iPhone sono prodotti da terzi.
Ritornando alla riorganizzazione, Pegatron sarà a capo degli impianti produttivi di ASRock, AMA, e le fabbriche di Asustek in Messico. Mentre Unihan si occuperà degli impianti presenti nella Repubblica Ceca, questo almeno secondo quanto dichiarato da Jonney Shih, chairman di Asustech.

La produzione per conto di terzi impegna Asus per almeno il 65% del suo intero fatturato, rendendo quindi di assoluto rilievo una tale riorganizzazione.
Per i clienti finali come noi, tuttavia, i cambiamenti saranno pressoché nulli. Asus continuerà a produrre con il proprio marchio nelle proprie fabbriche, tanto più che, come già detto, il controllo delle due neonate rimarrà comunque in mano ad Asus.
Perché quindi dividere in due la produzione ODM?
Sembra che Asus voglia separare la produzione Europea da quella mondiale. Che ci siano problemi legali o di dogana?

Fonte: http://www.onehardware.it/04/07/2007/confermata-la-riorganizzazione-interna-di-asus/

venerdì 6 luglio 2007

In Turchia la tortura è sempre impunita...

Denuncia di Amnesty International contro la giustizia turca, sempre pronta chiudere un occhio sulle torture e uccisioni inflitte dalle forze di sicurezza

Secondo un rapporto diffuso oggi da Amnesty International, la tortura, i maltrattamenti e le uccisioni in Turchia continuano a essere segnate da una persistente impunita' per le forze di sicurezza. Le indagini e i procedimenti giudiziari su casi di gravi violazioni dei diritti umani compiute dalla polizia e dalla gendarmeria sono lacunose e viziate da decisioni contraddittorie da parte dei magistrati e dei giudici. Di conseguenza, la giustizia per le vittime delle violazioni dei diritti umani subisce ritardi o viene negata.
‘Il sistema di giustizia penale ha bisogno di riforme. Deve porre la protezione dei diritti umani dei cittadini al di sopra della tutela di quelli che vengono percepiti come interessi delle istituzioni e dei funzionari statali' – ha affermato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa / Asia centrale di Amnesty International.
Il rapporto dell'organizzazione per i diritti umani analizza i fattori che contribuiscono all'impunita' per le forze di sicurezza, tra cui ritardi amministrativi, procedure giudiziarie carenti e intimidazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti. Il rapporto mette inoltre in rilievo la mancanza di un organismo indipendente che possa indagare in modo imparziale ed efficace sulle violazioni dei diritti umani compiute da funzionari statali e l'assenza di un archivio centrale delle violazioni commesse dalle forze di sicurezza.
Amnesty International, nel suo rapporto, si sofferma su alcuni specifici problemi: - la tortura e i maltrattamenti, anche nel corso di periodi di detenzione non ufficiale, nel corso e al termine di manifestazioni, in carcere e durante il trasferimento dei detenuti;- processi in corso in cui vengono ammesse, e anzi costituiscono un elemento centrale di prova, dichiarazioni estorte mediante la tortura;- il rifiuto dei tribunali di riconoscere esami medici indipendenti in casi di maltrattamenti e tortura; solitamente, essi prendono in esame solo le risultanze provenienti dall'Istituto di medicina legale, organo alle dipendenze del ministero della Giustizia;- la reintroduzione di una controversa disposizione, durante la revisione della Legge per combattere il terrorismo, che non afferma esplicitamente che l'uso della forza dovrebbe essere applicato solo se strettamente necessario e proporzionale e che quello della forza letale dovrebbe essere consentito solo quando ‘strettamente inevitabile per proteggere vite umane';- la mancanza di progressi nelle indagini su uccisioni da parte delle forze di sicurezza, in circostanze in cui esse non erano coinvolte in scontri armati e che quindi potrebbero configurarsi come esecuzioni extragiudiziali.
Nel marzo 2006, a Diyarbakur, nella Turchia orientale, una serie di manifestazioni contro il governo termino' con un'ondata di arresti. Sulla base dei rapporti del Servizio di assistenza legale dell'Ordine degli avvocati, si stima che il 35% degli arrestati, bambini inclusi, furono sottoposti a maltrattamenti e torture. Vennero avviate 35 inchieste che, a distanza di oltre un anno, non hanno dato luogo neanche a una incriminazione nei confronti delle forze di sicurezza.
Amnesty International ha apprezzato l'annunciata intenzione del governo di applicare una politica di ‘tolleranza zero verso la tortura' e di protezione dei diritti umani. L'organizzazione ha osservato una diminuzione delle denunce di maltrattamenti e torture in custodia di polizia e il miglioramento delle salvaguardie sulla protezione dei sospetti contro la tortura durante le fasi dell'arresto, della detenzione e degli interrogatori.
‘Questo impegno da parte del governo non potra' mai essere considerato effettivo e sincero fino a quando non saranno adottate misure per assicurare che i funzionari statali che violano la proibizione assoluta di tortura e di altri maltrattamenti siano portati di fronte alla giustizia. ‘Tolleranza zero verso la tortura' e altre gravi violazioni deve significare che i responsabili saranno sottoposti a indagini esaurienti e indipendenti, processati e condannati' – ha commentato Duckworth. ‘Niente meno di una politica completamente attuata di ‘tolleranza zero verso l'impunita'' potra' porre fine allo spettro della tortura, degli altri maltrattamenti, delle uccisioni e delle sparizioni forzate che ancora caratterizzano la situazione dei diritti umani in Turchia'.

di Redazione (redazione@vita.it)

Il Brasile taglia i costi dei farmaci anti aids

Il Brasile ha stretto un accordo con la Abbott per la distribuzione a prezzi inferiori del loro farmaco anti aids, Kaletra. Lo ha annunciato il ministro della slaute brasiliano, indicando l'accordo come esempio per tutti i Paesi. La Abbott si è offerta di tagliare il costo del farmaco del 30%. In questo modo il Brasile risparmierà circa 10 milioni di dollari l'anno.

di Redazione (redazione@vita.it)

Grazie a Movimento Consumatori, Wind condannata per errata informazione

Il Tribunale di Roma, ha accolto l'azione inibitoria attivata dal Movimento Consumatori nei confronti di Wind, promossa a seguito di numerose segnalazioni degli utenti che sono stati male informati sulla copertura con la rete a “banda larga”della loro linea telefonica. Sul sito www.libero.it gli utenti potevano verificare se la loro zona era coperta dall'Adsl, ma ogni volta il risultato era positivo, anche quando effettivamente non era ancora possibile usufruire della banda larga per quella linea telefonica. “Questa sentenza – spiega Laila Perciballi del Movimento Consumatori - costituisce una vittoria per tutti i cittadini, perché per la prima volta il giudice ha condannato i comportamenti scorretti del gestore, per la scorretta ed errata informazione sulla effettiva copertura Adsl delle utenze telefoniche verificabili attraverso la procedura telematica presente sul sito www.libero.it”.Il Movimento Consumatori di Roma ha ottenuto, dunque, la condanna di Wind a correggere questo comportamento perché lesivo degli interessi dei consumatori. Il Tribunale di Roma ha ordinato al gestore che “all'interrogazione dell'utente circa la copertura in Adsl veloce del suo numero telefonico, fornisca in ogni caso una risposta veritiera, ossia corrispondente alla reale situazione individuale dell'utente, e completa, con esito differenziato, in relazione alle diverse offerte commerciali dell'azienda, siano esse del solo servizio Internet o anche di fonia”. “Inoltre - aggiunge la Perciballi - il giudice ha ordinato alla Wind “per contribuire a ristabilire anche per il passato la corretta informazione, rimuovendo eventuali effetti pregiudizievoli delle violazioni accertate, la pubblicazione a cura e spese di Wind, per una sola volta, sui quotidiani a diffusione nazionale La Repubblica ed Il Messaggero di un avviso contenente il dispositivo di questa sentenza, con l'indicazione degli estremi del giudizio, dell'organo giudicante e delle parti a caratteri tipografici doppi del normale”.Wind dovrà dar luogo alla modifica della procedura telematica e alla pubblicazione del dispositivo della sentenza entro e non oltre il 6 luglio 2007; in caso contrario, il Movimento Consumatori si attiverà per dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Roma.

di Movimento Consumatori (angela.carta@movimentoconsumatori.it)

mercoledì 4 luglio 2007

Cina: la lettera del Papa sparisce dal web

La Lettera di Benedetto XVI al clero ed ai fedeli della Repubblica popolare cinese e' sparita dai siti web cattolici che la ospitavano sin dalla sua pubblicazione. Allo stesso tempo, dalla Cina e' tuttora impossibile aprire il sito internet della Santa Sede. Lo riferisce oggi Asianews, agenzia di informazione missionaria del Pime, secondo la quale questa scelta e' stata denunciata da sacerdoti e fedeli cinesi, ufficiali e non, che gestiscono i vari portali. Alcuni avevano inserito il testo in cinese semplificato appena era stato pubblicato, ma hanno ricevuto la visita di alcuni rappresentanti del governo che li hanno ''convinti'' ad eliminarla. Asianews riferisce che secondo un sacerdote, anonimo per motivi di sicurezza, questa proibizione ''prova come e' vero cio' che il Papa scrive a proposito dell'influenza governativa negli affari religiosi''. Allo stesso tempo, essa ''dimostra che la Chiesa in Cina non gode di piena liberta' religiosa''. Eppure, in un'intervista antecedente alla pubblicazione del testo, il vice presidente dell'Associazione patriottica dei cattolici cinesi Liu Bainian aveva dichiarato che l'Ap ''non avrebbe distribuito ai fedeli la Lettera, che poteva essere tranquillamente scaricata da internet''. Tuttavia, il testo papale ha raggiunto lo stesso le comunita' cattoliche cinesi: fonti di AsiaNews nel Paese spiegano che esso e' stato inviato via fax o portato a mano, oppure scaricato da internet grazie a siti civetta che sono riusciti ad eludere la censura del governo. L'agenzia missionaria gia' nei giorni scorsi, immediatamente dopo la pubblicazione della lettera di Benedetto XVI aveva dato ampio risalto alle reazioni in Cina di fronte a un testo cosi' importante.

Fonte: redazione@vita.it http://www.vita.it/