Articolo pubblicato il 13.09.2007 su www.ansabalcani.it
Il Governo di Belgrado ha formalizzato oggi il suo invito alla minoranza serba del Kosovo a boicottare le elezioni locali in calendario nella Provincia secessionista a maggioranza albanese per il 17 Novembre prossimo. La raccomandazione è contenuta in forma di ''suggerimento'' in una dichiarazione ufficiale diffusa in queste ore dall'Esecutivo, sullo sfondo della contesa diplomatica ancora aperta sul futuro status del Kosovo. Secondo Belgrado, le elezioni - convocate dalla leadership indipendentista albanese kosovara con il placet dell'amministrazione Onu e dei governi occidentali - in realtà non garantirebbero una adeguata rappresentanza alla comunità serba. Nella dichiarazione del Governo si sottolinea che, a otto anni dai bombardamenti Nato del 1999 e dall'imposizione di una tutela internazionale sulla Provincia, continuano a non essere rispettati molti ''diritti elementari'' delle minoranze non albanesi. Senza considerare il fatto - osserva Belgrado - che i due/terzi della comunità serbo kosovara sono stati costretti gli ultimi anni a lasciare la Provincia e restano tuttora impossibilitati a rientrare. Già ieri il Primo Ministro serbo, il conservatore Vojislav Kostunica, ma anche il Presidente della Repubblica, il filo-europeo Boris Tadic, avevano suggerito ai serbi del Kosovo di non recarsi alle urne: una posizione condivisa dalla maggioranza dei rappresentanti della comunità in loco, sebbene respinta come un'interferenza del Governo centrale da singoli esponenti moderati come Oliver Ivanovic. Il documento odierno del Governo serbo è destinato d'altronde ad accendere nuove critiche nei confronti di Belgrado da parte dei dirigenti albanesi - che insistono a reclamare la piena indipendenza della regione - e disappunto anche da parte dell'Unione Europea e degli Stati Uniti, i quali hanno già dato il loro avallo alla convocazione del voto di Novembre.
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martedì 25 settembre 2007
KOSOVO, IL GOVERNO SERBO INVITA A BOICOTTARE LE ELEZIONI LOCALI
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Dolce Vita
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mercoledì 12 settembre 2007
GUATEMALA: PRESIDENZIALI AL BALLOTTAGGIO
Si avvia alla conclusione lo spoglio dei voti per le elezioni presidenziali in Guatemala. A meno di 24 ore dalla chiusura dei seggi mancano solo il 5% delle urne per terminare lo scrutinio.I bollettini diffusi questa mattina riportano Álvaro Colom, candidato per il partito Unidad Nacional de la Esperanza (UNE) alla guida con il 28,37% dei voti, seguito da Otto Pérez Molina, candidato del Partido Patriota (PP) votato dal 23,97% dell’elettorato.Ad Alejandro Giammattei, del partito di governo Gran Alianza Nacional (GANA) è andato il 17,12% dei voti mentre Eduardo Suger, del partito Centro de Acción Social (CASA) ha ottenuto il 7,42%. Luis Rabbé del Frente Repubblicano Guatemalteco è stato votato dal 7,19% degli elettori. Il 3.03% dei voti è andato al premio Nobel Rigoberta Menchù, del partito Encuentro por Guatemala (EG).Il Guatemala si avvia così verso il secondo turno delle elezioni, la nuova campagna elettorale si aprirà domani ed il 4 novembre i guatemaltechi saranno nuovamente chiamati alle urne per esprimere la propria preferenza.Si teme che nelle prossime ore la ripresa della campagna elettorale possa dar vita a nuovi momenti di tensione ed agitazione per via della formazione di alleanze che permetteranno a Colom o a Pérez Molina di conquistare la presidenza del paese.I duecento osservatori inviati dalla Organización de Estados Americanos (OEA) per seguire da vicino il procedimento elettorale hanno dichiarato che “durante la votazione non si sono registrati incidenti gravi che potessero pregiudicare lo sviluppo delle votazioni”.Ciò non toglie la preoccupazione manifestata da organizzazioni e movimenti civili per la violenza vissuta nel periodo di campagna elettorale, funestato dall’assassinio di circa 50 attivisti e membri di partiti. Non ci sono dubbi che al termine dei risultati per l’elezione dei sindaci in diverse città si sia scatenata la violenta rappresaglia di alcuni sostenitori di candidati sconfitti. Il caso più brutale si è verificato a San Miguel Tucurú, nel dipartimento di Alta Verapaz, dove si è registrato un assassinio ed il ferimento di altre due persone.
Fonte: http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=87
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Dolce Vita
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sabato 8 settembre 2007
GUATEMALA: DOMANI ALLE URNE
Domenica 9 settembre saranno circa 6 milioni i guatemaltechi chiamati alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica che dirigerà il paese per i prossimi 4 anni, al posto dell’attuale presidenza di Óscar Berger. Saranno anche eletti il vicepresidente, 158 deputati, 332 sindaci e giunte comunali. Probabilmente per sapere il nome del presidente si dovrà aspettare il ballottaggio, stabilito per il giorno 4 novembre.Il periodo di campagna elettorale è stato purtroppo funestato da numerosi episodi di violenza, spesso culminati con la morte dei minacciati. Gli ultimi due casi risalgono al 6 settembre, giorno dell’assassinio di Wenceslao Ayapan ed Esmeralda Huyu, membri del partito Encuentro Por Guatemala (EG) che candida alle presidenziali il premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú.Da un veicolo in corsa sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro i due candidati locali di EG, impegnati nella propaganda nei pressi di San Raymundo, a circa 30 chilometri dalla capitale. Dall’inizio della campagna elettorale sono ormai sette i candidati di EG che hanno trovato la morte, secondo quanto ha denunciato alla stampa Nineth Montenegro, dirigente del partito.Questo dato si somma a quanto riportato dall’Osservatore Elettorale, ente che raggruppa diverse organizzazioni civili, che da maggio a settembre ha registrato un totale di 50 vittime tra candidati, attivisti e familiari dei membri dei diversi partiti. Oltre alle morti per assassinio, nei primi giorni di settembre la Piattaforma Agraria, che riunisce diverse organizzazioni indigene e contadine, ha denunciato che i partiti di destra Gran Alianza Nacional (GANA) e Frente Repubblicano Guatemalteco (FRG) starebbero offrendo favori agli elettori in cambio (...) del voto.Nonostante questi sconcertanti dati il presidente uscente Óscar Berger ha affermato che la campagna elettorale si sta svolgendo “senza sussulti” e nega che, per il Guatemala, questi mesi si stiano rivelando il periodo di maggior violenza dal 1985.Le dichiarazioni di Berger contrastano con l’andamento dell’intero suo mandato: stando infatti a dati e fonti ufficiali nel corso della sua amministrazione sono state uccise più di 17 mila persone e si è registrata una media di 16 crimini al giorno.Il raggiungimento di tali livelli di violenza può essere messo in relazione con la proliferazione di gruppi clandestini legati al crimine organizzato e al narcotraffico. Queste bande hanno ormai assunto un controllo che supera quello delle istituzioni governative in diverse zone interne del paese. Stando all’analisi di molti politologi il crimine organizzato sta influenzando pesantemente l’andamento di queste elezioni, è per questo che la campagna elettorale è stata oggetto di una violenza così efferata.
Fonte: http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=86
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Dolce Vita
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