
Le proteine vegetali contenute nella soia contribuiscono allo sviluppo dei muscoli come quelle animali del latte. Lo sostiene uno studio scientifico statunitense condotto dall'Indiana University e appena pubblicato sulla rivista "Journal of Nutrition". I ricercatori hanno confrontato il processo iniziale di sintesi delle proteine nei muscoli scheletrici in seguito all'ingestione di diversi tipi di proteine nei ratti. I roditori sono stati prima sottoposti a 120 minuti di esercizio su una ruota e poi sono stati nutriti con una dieta o base di carboidrati, o di carboidrati e di proteine del latte o infine di carboidrati e proteine della soia.
I risultati hanno dimostrato che le proteine della soia sono una per la "costruzione" dei muscoli in misura uguale a quelle del latte. Specialmente se affiancate da attività fisica aerobica.
Fonte: www.staibene.it
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venerdì 13 aprile 2007
La soia fa bene ai muscoli degli atleti quanto il latte.
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Allattare al seno fa bene al cuore della mamma.

Allattare il neonato al seno fa bene due volte: al piccolo, perché è il modo più naturale e sicuro per alimentarlo; alla mamma, perché la mette al sicuro da problemi cardiaci. La scoperta arriva in conclusione di un lungo studio della Harvard Medical School americana, durato 16 anni e condotto su un campione di 96.648 donne. Tra queste, coloro che avevano allattato al seno per almeno due anni, hanno fatto registrare il 19% in meno di probabilità di attacchi di cuore.
La coordinatrice della ricerca, Alison Steube, ritiene che gli effetti benefici sul cuore della mamma siano dovuti al fatto che allattare aiuta la donna a consumare la massa grassa accumulata nel corso della gravidanza.
Fonte: www.staibene.it
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sabato 7 aprile 2007
Rapporto Amnesty su Guantanamo.
Un nuovo rapporto sulla situazione vissuta dai detenuti
nella base di Guantanamo è stato oggi diffuso da Amnesty
International. Il rapporto contiene anche informazioni sulla
nuova struttura, nominata “Campo 6”, aperta nel mese di
dicembre ’06.
La versione integrale del rapporto USA: Cruel and inhuman
– Conditions of isolation for detainees in Guantánamo
Bay, sara’ disponibile in lingua inglese dal 5 aprile
all’indirizzo
http://web.amnesty.org/library/Index/ENGAMR510512007
GUANTÁNAMO:
UN NUOVO RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL
CONDANNA LE CONDIZIONI DI DETENZIONE
Amnesty International ha diffuso oggi un nuovo rapporto in
cui denuncia
che la grande maggioranza di coloro che si trovano ancora a
Guantánamo e’
detenuta in condizioni d’isolamento crudeli, che violano
gli standard
internazionali.
La maggior parte dei prigionieri e’ stata sottoposta a un
trattamento duro
per tutta la durata della detenzione, trascorsa in gabbie
metalliche o
celle di massima sicurezza. Per di piu’, una nuova
struttura aperta lo
scorso dicembre, conosciuta come Campo 6, ha determinato
condizioni ancora
piu’ rigide e durature d’isolamento estremo e
deprivazione sensoriale.
I prigionieri sono reclusi per 22 ore al giorno in celle
d’acciaio isolate
e recintate, tagliati quasi completamente fuori da ogni
contatto umano. Le
celle non hanno aperture sull’esterno o accesso a luce e
aria naturale. I
detenuti non possono svolgere alcuna attivita’, sono
sottoposti a
illuminazione costante, 24 ore su 24, e sorvegliati
regolarmente dal
personale del centro, attraverso spioncini collocati sulla
porta della
cella. Possono svolgere esercizio fisico uno per volta, in
un cortile
circondato da alte mura perimetrali che lasciano filtrare
poca luce
naturale. Poiche’ spesso vengono portati fuori dalle celle
di notte, essi
rischiano di non vedere la luce del sole per giorni e
giorni.
Le autorita’ statunitensi hanno descritto il Campo 6 come
una ‘struttura
moderna e all’avanguardia’, piu’ sicura per il
personale e piu’
confortevole per i detenuti. Tuttavia, Amnesty International
ritiene che
le condizioni, come rilevato da immagini fotografiche e
dalle
testimonianze dei prigionieri e dei loro avvocati, violino
gli standard
internazionali sul trattamento umano. Per certi aspetti,
queste condizioni
appaiono maggiormente severe anche dei piu’ restrittivi
livelli di
custodia in ‘supermassima sicurezza’ applicati in
territorio statunitense,
criticati da organi internazionali come incompatibili con
gli standard e i
trattati internazionali sui diritti umani.
Secondo quanto risulta ad Amnesty International, intorno
all’80% dei circa
385 uomini che si trovano a Guantánamo sono detenuti in
isolamento: si
tratta di un passo indietro rispetto a decisioni precedenti,
tese a
migliorare le condizioni di detenzione e a favorire maggiore
socializzazione tra i prigionieri. Il Pentagono ha
comunicato che, intorno
alla meta’ di gennaio, 165 detenuti sono stati trasferiti
nel Campo 6.
Altri 100 sono in isolamento nel Campo 5, un’altra
struttura di massima
sicurezza di Guantánamo. Un’ulteriore ventina di
prigionieri si troverebbe
in isolamento nel Campo Echo, una struttura separata dalle
altre, dove le
condizioni di detenzione sono state definite dal Comitato
internazionale
della Croce rossa ‘estremamente dure’.
Shaker Aamer, residente nel Regno Unito ed ex mediatore tra
i detenuti e
il personale del centro, e’ in isolamento totale a Camp
Echo dal settembre
2005. Nella stessa struttura si trova anche, da 10 mesi,
Saber Lahmer, un
algerino catturato in Bosnia. Entrambi gli uomini sono
reclusi in celle
piccole, prive di finestra, con poche possibilita’ di fare
esercizio
fisico e nessun oggetto personale, fatta eccezione per una
copia del
Corano. A marzo Lahmer avrebbe rifiutato di lasciare la
propria cella per
un colloquio, gia’ concordato da tempo, col proprio
avvocato e cio’ ha
sollevato forti preoccupazioni per la sua salute mentale.
Le misure di sicurezza pare siano significativamente
aumentate a seguito
di un prolungato sciopero della fame e della morte di tre
prigionieri,
suicidatisi nel giugno scorso. Molte delle persone
trasferite al Campo 6
provengono dal Campo 4, dove erano detenute in gruppi
all’interno di
baracche e avevano la possibilita’ di svolgere una serie
di attivita’
ricreative. La popolazione carceraria del Campo 4 e’ scesa
da 180
prigionieri nel maggio 2006, agli attuali 35.
Tra i detenuti dei Campi 5 e 6 figurano persone di cui e’
stato gia’
stabilito il rilascio o il trasferimento, tra cui alcuni
uiguri, cinesi di
religione musulmana, i quali tuttavia non possono tornare in
Cina a causa
del rischio di persecuzione.
Amnesty International teme che le condizioni detentive,
oltre a essere
inumane, possano avere un effetto fortemente negativo sulla
salute
psicologica e fisica di molti prigionieri, acuendo lo stress
provocato
dalla detenzione a tempo indeterminato, senza accusa ne’
contatto coi
propri familiari. Avvocati che hanno recentemente visitato i
prigionieri
del Campo 6, hanno espresso preoccupazione per l’impatto
delle condizioni
detentive sulla salute mentale di diversi dei loro clienti.
L’organizzazione per i diritti umani chiede che
Guantánamo sia chiusa e
che i detenuti siano incriminati e processati secondo gli
standard
internazionali sui processi equi oppure rilasciati. Nel
frattempo, gli Usa
dovranno prendere immediate misure per alleviare le
condizioni detentive e
assicurare che tutti i prigionieri siano trattati secondo
gli standard e i
trattati internazionali.
Le misure sollecitate da Amnesty International comprendono
la fine
dell’isolamento prolungato e in condizioni di limitata
stimolazione
sensoriale, un aumento delle attivita’ e delle
opportunita’ di
associazione tra i detenuti, contatti regolari con le
proprie famiglie e
possibilita’ di fare telefonate e ricevere visite.
Amnesty International, infine, chiede al governo
statunitense di
consentire l’ingresso a Guantánamo di organizzazioni
indipendenti e di
esperti Onu sui diritti umani, nonche’ di un team
indipendente di medici
che possa visitare i detenuti in privato e accertarne le
condizioni di salute.
Fonte: LATINOAMERICA
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"Project Manager del Terzo settore", il corso.

di Redazione (redazione@vita.it)
Ad organizzarlo CISP-Comitato internazionale sviluppo dei popoli. Termine per iscrizioni: 26 aprile.
Migliorare la capacità di programmazione e gestione degli interventi con competenze manageriali: è questo l'obiettivo del Corso breve di formazione in progettazione per Project Manager del Terzo settore che il CISP (Comitato internazionale sviluppo dei popoli) sta per avviare, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, nei mesi di maggio e giugno 2007.
L'idea del progetto è quella di rafforzare le capacità manageriali del terzo settore per sopperire ai bisogni formativi degli operatori della cooperazione allo sviluppo, accrescendo le capacità delle associazioni di incidere col proprio operato sulle condizioni verso le quali si rivolgono. Attività chiave del progetto è infatti l'organizzazione di un corso di formazione indirizzato a funzionari e responsabili delle attività progettuali di associazioni operanti nel territorio della provincia di Roma, e finalizzato alla trasmissione di competenze gestionali relative all'intero ciclo di progetto.
Le lezioni, che si tengono a Roma, sono organizzate in tre moduli da 20 ore ciascuno, per un totale di 60 ore: 1. Formulazione e gestione; 2. Monitoraggio e valutazione; 3. Budget, gestione finanziaria e reporting. Il corso è rivolto principalmente a chi opera nella gestione dei progetti, con particolare riferimento ai programmisti, ad un massimo di 20 partecipanti, provenienti da associazioni, fondazioni, e organizzazioni no profit del privato sociale in generale, impegnate nel campo dell'intercultura e dell'immigrazione, della ricerca sociale, della solidarietà internazionale, dell'integrazione sociale e dell'assistenza psicosociale, che già partecipino a bandi di enti finanziatori pubblici e privati. Verranno privilegiate entità di piccole dimensioni, associazioni di immigrati e candidati che hanno già esperienza di progettazione.
Per maggiori informazioni ed iscrizioni scrivere email a francia@cisp-ngo.org o consultare il sito www.sviluppodeipopoli.org o telefonare al 063215498. Il termine per le iscrizioni scade il 26 aprile, mentre le lezioni inizieranno indicativamente il 10 maggio e termineranno il 17 giugno.
Fonte: www.vita.it
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Lavoro minorile: accordo Brasile-Ecuador

di Gabriella Meroni (g.meroni@vita.it)
I due paesi coopereranno contro questa piaga
Firmato un accordo di cooperazione tra Brasile ed Ecuador per combattere lavoro minorile. I punti principali dell'intesa sono il rafforzamento del sistema di ispezione, lo scambio di informazioni e la formazione comune. L'Ecuador, infatti, e' interessato a conoscere i programmi adottati dal ministero per lo Sviluppo Sociale brasiliano, come il 'Programma di sradicamento del lavoro infantile' (Peti) e la 'Borsa famiglia'. Mentre il Brasile offrira' esperienza e formazione per tecnici ecuadoregni e organizzera' seminari e attivita' pratiche sulla metodologia dell'ispettorato sul lavoro.
Fonte: www.vita.it
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Clima: Wwf, rischio per le dieci meraviglie del mondo

di Redazione (redazione@vita.it)
Allarme dell'organizzazione internazionale per la difesa dell'ambiente
Dalle vette piu' alte del pianeta ai coloratissimi abissi degli oceani: specie, paesaggi, ecosistemi straordinariamente affascinanti e di fondamentale importanza ecologica rischiano di non sopravvivere agli impatti del cambiamento climatico indotti dall'intervento umano, che sta ormai procedendo a ritmi insostenibili. Le meraviglie della natura hanno caldo, lo racconta, insieme al lavoro svolto per difenderle, l'ultimo dossier del Wwf ''Salviamo le meraviglie naturali del mondo dal cambiamento climatico'', a un giorno dal rapporto del secondo Gruppo di Lavoro dell'IPCC (Comitato Intergovernativo sul Mutamento Climatico) sugli impatti, la vulnerabilita' e l'adattamento ai cambiamenti climatici, la cui pubblicazione e' prevista per domani. Sono dieci le meraviglie della natura piu' a rischio scelte come focus dal WWF, molte le altre che presto o tardi subiranno un analogo grado di minaccia. A cominciare dalla barriera corallina - il cui valore complessivo, fondato sulla ricchezza di biodiversita' che raccoglie, e' calcolato approssimativamente in 30 miliardi di dollari - che si sta sbiancando per le elevate temperature dei mari e rischia una progressiva distruzione, con drammatiche conseguenze per le innumerevoli forme di vita che vi trovano sostentamento (pari al 25% della vita marina) e per molte popolazioni in via di sviluppo. Ma soffrira', ad esempio, anche il deserto di Chihuahua, l'area desertica piu' ricca di biodiversita' con oltre 3500 specie di piante di cui un migliaio endemiche, il cui delicato equilibrio idrico e' seriamente minacciato dalla variazione delle precipitazioni e dai lunghi periodi di siccita'. Mentre il motore idraulico del mondo, il Rio delle Amazzoni, che riversa nell'oceano circa un quinto dell'acqua dolce che complessivamente vi confluisce ed e' un regolatore climatico per tutto il pianeta, subira' un prosciugamento diffuso, con la possibilita' che buona parte della foresta pluviale si trasformi in un'arida savana. | |
Fonte: www.vita.it
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lunedì 2 aprile 2007
Con un pieno di bioetanolo si mangia per un anno!
Ecco la dimostrazione:
un SUV può avere un serbatoio di circa 100 litri.
100 litri di bioetanolo si ottengono da 266 kg di mais
1 kg di mais fornisce 3500 kcal
266 kg forniscono quindi oltre 930 mila kcal
divise per 365 si ottengono oltre 2500 kcal al giorno, corrispondenti ad una buona dieta
Il fondatore del WorldWatch Institute, Lester Brown, è preoccupato da lungo tempo a proposito della sostenibilità delle nostre forniture di cibo e avverte : «Le automobili e non gli uomini si prenderanno la maggior parte dell'aumentata produzione di grano di quest'anno.» Le auto stanno per divorare gli uomini.
Il boom dei biocarburanti inizia ad avere un significativo impatto a livello mondiale. Il Brasile usa metà del suo raccolto di canna da zucchero fornire il 40% del combustibile alle sue auto, mentre sta accelerando la deforestazione per crescere altra canna da zucchero e soia.
Il recente accordo tra Bush e Lula sul biodiesel significa semplicemente meno foresta amazzonica e più fame per i poveri brasiliani. D'altra parte, si sa che nella lunga storia dell'evoluzione su questo pianeta, le auto sono gli esseri più importanti...
Analoghi disastri si stanno preparando in Asia Orientale, come abbiamo già raccontato.
Siamo davvero così convinti che il nostro irrinunciabile progresso consista nel tagliare la foresta in Brasile per avere il biocarburante "ecologico" da mettere nel nostro serbatoio per andare al supermercato per comprare l'acqua in bottiglia?
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