In ogni tempo, il coraggio e lo spirito hanno moltiplicato le forze fisiche e continueranno a farlo. Napoleone
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venerdì 30 marzo 2007
CREDENZE DA LEADER.
In ogni tempo, il coraggio e lo spirito hanno moltiplicato le forze fisiche e continueranno a farlo. Napoleone
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Dolce Vita
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mercoledì 28 marzo 2007
Per Pasqua fai un bel gesto, dona una "Cesta Basica".
Ormai da diversi anni per centinaia di piccoli delle favelas di Salvador l’arrivo di una “cesta basica”, donata attraverso il Progetto Agata Smeralda, è un motivo di festa in più.
Che cos’è una “Cesta basica”?
Semplicemente una borsa della spesa, colma dei più diversi generi alimentari: latte, biscotti, cioccolato, zucchero, caffè, frutta di ogni tipo, fagioli, manioca, uova, pollo, pasta e un dolce natalizio. Anzi, un panettone, prodotto dal forno da alcuni anni attivato dal Progetto Agata Smeralda, nell’ambito del programma di formazione professionale, e frequentato da decine di giovani. La cesta basica insomma è una semplice, pur abbondante borsa della spesa per noi, un carico di gioia e di solidarietà per i piccoli brasiliani.
Come far arrivare una o più ceste basiche ai bambini brasiliani?
È semplicissimo. Basta inviare un’offerta di 37 euro (o multipli), e il denaro sarà subito trasferito in Brasile, e totalmente impiegato per l’acquisto dei generi alimentari necessari. Per il versamento si usino i conti correnti:
- postale ccp n. 502500,
- bancario n.000000001111 (cab 02999 - abi 03400 - cin M)
Banca Toscana agenzia 19, via Cavour 82/a, Firenze,
entrambi intestati a PROGETTO AGATA SMERALDA, Via Cavour 92, 50129 FIRENZE, specificando nella causale: “Per cesta basica”.
Un’iniziativa da diffondere!
In sempre maggior numero famiglie, scuole, comunità, colgono la proposta della “cesta basica” per aprire il loro cuore generoso ai più poveri. C’è chi raccoglie piccole quote da più persone, e poi con il ricavato riesce ad offrire una o più ceste, ci sono ditte che rinunciano ai doni aziendali, devolvendo quanto avrebbero speso per offrire ceste basiche. A tutti dunque l’invito a proporre a familiari, ambienti di lavoro, scuole, gruppi parrocchiali, questa bella iniziativa.
Fonte: http://www.agatasmeralda.org/
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Etichette: aiuto, bambini, brasile, generi alimentari
Congo: almeno 300 morti negli scontri di Kinshasa.

di Redazione (redazione@vita.it)
Bilancio drammatico degli scontri che hanno opposto i sostenitori dell'ex vice presidente Bemba (foto) e le forze dell'ordine congolesi.
Sono stati tra i 200 e i 500 i morti, tra cui decine di civili, negli scontri della settimana scorsa a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, tra i miliziani leali all'ex vice presidente Jean Pierre Bemba -sconfitto alle presidenziali di dicembre- e l'esercito regolare. Lo ha riferito l'ambasciatore tedesco Karl-Albrecht Wokalek in una conferenza stampa da Kinshasa di quattordici ambasciatori dell'Unione europea. La cifra, ha sottolineato il diplomatico, si basa su dati forniti da ospedali, organizzazioni umanitarie e rappresentanze diplomatiche. Nella capitale congolese, intanto, sta tornando lentamente la calma. Il presidente Joseph Kabila e' determinato a ristabilire l'ordine "a ogni costo", come ha detto ieri in una prima dichiarazione dopo la battaglia, quando ha accusato Bemba e i suoi seguaci di aver tentato di assumere il controllo della citta'. La sicurezza non puo' essere ottenuta "con il negoziato", ha detto, e l'affermazione e' sembrata una risposta all'appello delle Nazioni Unite e della comunita' internazionale a un dialogo tra le parti. Le violenze erano esplose quando i fedeli dell'ex 'signore della guerra' si sono rifiutati di consegnare le armi e integrarsi nei ranghi dell'esercito. A questo riguardo l'ambasciatore tedesco ha definito "precipitoso" l'intervendo dell'esercito. Bemba, vistosi a mal partito, ha pensato di riparare nell'ambasciata del Sudafrica, dove si trova tuttora; mentre un centinaio di suoi miliziani si sono rifugiati nella sede della missione Onu. Nei confronti di Bamba la magistratura ha emesso un mandato di cattura con l'accusa di "alto tradimento". Quanto all'immediato futuro politico, Kabila ha assicurato che non fara' rappresaglie contro i rappresentanti del partito di Bemba eletti in Parlamento e ha assicurato che rispettera' la Costituzione.
Fonte: http://www.vita.it/home/
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Parigi controcorrente: l'acqua torna pubblica.

di Redazione (redazione@vita.it)
Il sindaco Bertrand Delanoe (foto) ha annunciato il riacquisto degli acquedotti.
Inizia e finisce a Parigi la gestione idrica nelle mani dei privati. Dalla Ville Lumiere è partita la corsa delle multinazionali dell'acqua transalpine, che ora controllano due terzi del mercato mondiale, ma è proprio dalla capitale che arriva la prima brusca frenata. Lo ha deciso primo cittadino di Parigi, Bertrand Delanoe, che ha messo all'ordine del giorno il riacquisto di quote azionarie dell'acquedotto.
Oggi al rete di distribuzione è sotto controllo di Lyonnaise des Eaux, gruppo Suez, per la rive guache, e di Veolia, per la rive droite, che detengono ciascuna un 14% della società mista Eau de Paris.
Si tratta del primo passo verso un ritorno. come auspicato dai Verdi francesi, alla municipalizzazione delle acque parigine. La sterzata "statalista", secondo quanto riferito a Le Monde, non impensierisce Veolia, perché il mercato parigino "rappresenta solo il 5% sul totale francese".
Fomte: http://www.vita.it/home/
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Farmacia: Aifa, Prozac anche per i bambini.

di Redazione (redazione@vita.it)
Modifica indicazione terapeutica inserita in gazzetta ufficiale.
Prozac (fluoxetina) anche per bambini, con piu' di otto anni, e adolescenti. La nuova indicazione, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, e' stata decisa dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per quei minori con "episodio di depressione maggiore di grado da moderato a grave, se la depressione non risponde alla psicoterapia dopo 4-6 sedute". Si ampliano cosi' le indicazioni terapeutiche per il medicinale contro il 'male di vivere' prodotto da Eli Lilly. "La terapia con antidepressivo - si legge in Gazzetta - deve essere proposta a un bambino o a una persona giovane con depressione da moderata a grave solo in associazione con una contemporanea psicoterapia".
Fonte: http://www.vita.it/home/
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Etichette: bambini, depressione, psicoterapia
5 per mille: lo ricevono anche i massoni.

di Redazione (redazione@vita.it)
Che ci fanno la loggia massonica, il circolo dello psicanalista dal torbido passato, la grande casa editrice, e addirittura un ministero intero nell'elenco (targato 2006) degli enti di ricerca scientifica che hanno ricevuto il 5 per mille? Elenco «redatto», come dice la legge, dallo stesso ministero della Ricerca scientifica (di allora, quindi Mussi non c'entra niente), e su cui l'Agenzia delle Entrate non esercita alcun controllo. E si vede: basta dare una scorsa alle organizzazioni iscritte.
Una sfinge, il Sacro Graal e un compasso: così si presenta l'home page de Il Cenacolo, con sede a Terni. Ma non è un circolo culturale: sotto i tre simboli una scritta specifica che trattasi di «Gran Loggia d'Italia degli Alam (Antichi liberi accettati muratori, ndr) – Massoneria Universale». Giusto il tempo di stropicciarsi gli occhi per la meraviglia, e un rapido colpo di telefono alla sede della Loggia, sita nell'Area Sacra (sic) di Torre Argentina, a Roma, fa arrivare la conferma: «Sì, sono dei nostri», dice una voce di donna dalla Gran segreteria nazionale. Dei vostri, ma anche dei nostri, cioè di organizzazioni che hanno percepito l'anno scorso i fondi dei contribuenti, e stanno in un elenco del ministero spalla a spalla con l'Airc, il Cnr e Telethon. Non è finita. Chi volesse può anche sostenere la Fondazione Armando Verdiglione, controverso psicanalista che più di vent'anni fa si guadagnò qualche paginata di cronaca nera e finì poi condannato nel 1989 a quattro anni di carcere per per estorsione e circonvenzione di incapace. Oggi Verdiglione gestisce una casa editrice e una sedicente Università internazionale del secondo rinascimento, ma l'area “ricerca” del sito a tutt'oggi è «in allestimento». Di tutt'altro stampo, ma pur sempre difficilmente classificabili come «enti di ricerca» puri sono l'editrice Le Monnier, una delle aziende leader dell'editoria scolastica italiana (ovviamente profit), e il ministero dell'Agricoltura. Anch'esso beneficiario della generosità dei contribuenti...
Fonte: http://www.vita.it/home/
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Etichette: massoneria
Imprese multinazionali e diritti dei popoli in Colombia.
Diffondiamo il comunicato del Tribunale Permanente dei Popoli relativo alla terza udienza della sessione "Imprese multinazionali e diritto dei popoli in Colombia" sulla distruzione della biodiversità.
TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI
IMPRESE MULTINAZIONALI E DIRITTI DEI POPOLI IN COLOMBIA
UDIENZA SULLA DISTRUZIONE DELLA BIODIVERSITA
La conservación de la biodiversidad es interés común de toda la humanidad
(Convegno sulla diversità biologica, giugno 1992)
La terza udienza della sessione "Imprese multinazionali e diritto dei popoli in Colombia – 2005-2008" del Tribunale Permanante dei Popoli sulla distruzione della biodiversità si è tenuta il 25 e 26 febbraio 2007 nella zona remota del bacino del fiume Cacarica, nel Bajo Atrato chocoano, presso la zona umanitaria Nueva esperanza en Dios, istituita dalla comunità Cavida. L’udienza ha seguito la prima sulle multinazionali agroalimentari, tenutasi a Bogotà nel mese di aprile 2006 e preceduta dall’hearing di Berna dell’ottobre 2005, e la seconda sulle multinazionali del settore minerario realizzata a Medellín nel mese di novembre 2006.
Luogo e data dell’udienza appena conclusasi sono stati simbolo delle violazioni subite dalle comunità del Chocò per dieci lunghi anni. Dal 24 al 27 febbraio 1997 gli abitanti di questa regione del paese subirono l’attacco della Brigata XVII e dei soldati dell’esercito nazionale, scatenatisi contro le popolazioni del luogo a causa della presunta presenza di gruppi armati fuori legge nella zona. Più di 4 mila afrocolombiani desplazados, 85 vittime di torture, sparizione forzata tra le molteplici violazioni dei diritti umani compiute: questo è il risultato calcolato dell’azione dello stato, azione di morte, distruzione e sradicamento. L’operazione militare e paramilitare, guidata dal generale Rito Alejo del Río (foto), è conosciuta come Operación Génesis il cui nome rievoca terribilmente l’origine, la nascita, la limpieza di quella terra e delle popolazioni che vi vivevano, costrette a sfuggire ai bombardamenti e alle violente uccisioni, come quella di Marino López Mena, il cui corpo massacrato è stato oggetto di scherno da parte di gruppi paramilitari, di un atto intimidatorio teatralmente inscenato di fronte alla comunità, alla moglie e ai figli. Non è stato necessario aspettare molto tempo per capire che l’Operación Génesis non era rivolta alla guerriglia. La "rinascita" ha presupposto la graduale scomparsa della selva primaria, anch’essa desaparecida. In poco tempo le imprese del legno hanno fatto la loro apparizione, poi seguite da progetti agroindustriali della pianta di banana e della palma africana, della strada panamericana, della fibra ottica, del polidotto. Il lungo pellegrinaggio di comunità indigene, afrocolombiane, contadini e delegati di organizzazioni internazionali verso la zona umanitaria è stato un progressivo riconoscimento e presa di coscienza degli effetti distruttivi scatenatisi su uno dei territori più ricchi di biodiversità al mondo.
L’udienza ha riguardato diversi piani concettuali: biodiversità e biopiarteria, palma e biocombustibile, politica ambientale e agraria in Colombia, transgenici, fumigazioni e militarizzazione. In questo contesto sono state presentate accuse molto dettagliate nei confronti di imprese multinazionali, alcune delle quali hanno filiali in Colombia: SMURFIT KAPPA CARTON DE COLOMBIA, MULTIFRUITS S. A., filiale della transnazionale nordamericana DEL MONTE, PIZANO S.A. e la sua filiale MADERAS DEL DARIEN, URAPALMA S.A., MONSANTO, DYNCORP.
La giuria era composta dal Presidente Marcelo Ferreira, professore ordinario della Cattedra di Diritti Umani della Facoltà di Filosofia (UBA) e professore associato della Cattedra di Diritti Umani della Facoltà di Diritto di Buenos Aires, dai giudici Ricardo Carrere, coordinatore internazionale del World Rainforest Movement, Joao Ricardo dos Santos Costa, membro dell’Asociación de Jueces para la Democracia in Brasile e la FJD (Federación de Asociación de Jueces para la Democrácia de América Latina e il Caribe), Madaleine Alingue, Professoressa dell’Università Externado de Colombia, Alfredo Molano, sociologo e ricercatore colombiano, Lorenzo Loncon Belmar, leader indigeno mapuche del Chile, Francine Damasceno Pinhei, avvocato brasiliano, rappresentante del movimento Sin Tierra del Brasile.
La sentenza, non ancora definitiva, ha riconosciuto la responsabilità di tali imprese sulla distruzione della biodiversità e sui danni ambientali generati sull’ecosistema, sul fenomeno del desplazamiento forzato, sulle numerose torture, sparizioni e uccisioni, sui crimini di lesa umanità, sul "genocidio reorganizador" e sulle pratiche di terrorismo subito dalle comunità del luogo, sulla distruzione dell’identità delle popolazioni indigene e della loro sicurezza alimentare. La sentenza ha inoltre ricondotto tali crimini all’imposizione di un nuovo modello di sicurezza e di politica di sviluppo regionale "forzata" promosso dallo stato colombiano, in cui la violenza si configura come strumento di riorganizzazione della società colombiana.
La prossima udienza del TPP sulle multinazionali petrolifere si terrà a Bogotà nel mese di Agosto 2007. Saranno chiamate a giudizio la BRITISH PETROLEUM, PETROBRAS, REPSOL, CHEVRON E HOCOL.
da Fondazione Lelio Basso
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Etichette: colombia, multinazionali, sud america

