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giovedì 11 ottobre 2007

Vivere tra i rifiuti a Nairobi

Una delle discariche più grandi di tutta l’Africa, letteralmente una montagna di rifiuti, cresce al ritmo di 2000 tonnellate al giorno, poco fuori la città di Nairobi. Ed è tossica per la popolazione che attorno ci vive, soprattutto per i più giovani. Bambini e ragazzi sono esposti a metalli pesanti e sostanze tossiche che percolano attraverso il suolo e l’acqua e ai fumi della spazzatura che brucia in continuazione.
Questo il risultato di un recente studio dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), che ha esaminato 328 ragazzi tra i 2 e i 18 anni, insieme a dei campioni di suolo.“I risultati attuali sono ancora più scioccanti di quel che pensavamo” ha dichiarato Achim Steiner, vicesegretario generale dell’Onu e direttore esecutivo dell’Unep.
La metà dei ragazzi ha tassi di piombo nel sangue superiori ai livelli di sicurezza riconosciuti a livello internazionale e la metà dei campioni di terreno contiene più di 400 parti per milione di piombo invece delle 50 ppm massime di un campione considerato come non inquinato.

I risultati della ricerca mostrano inoltre livelli altissimi di cadmio, mercurio e una forte presenza di Pcb. Il 50% dei ragazzi ha un basso livello di emoglobina e di ferro.Il piombo danneggia il sistema nervoso ed il cervello, mentre il cadmio produce cancro e danni agli organi interni, soprattutto i reni.
Il fatto più grave è che, tutti i giorni, centinaia di persone dei quartieri poveri vicini, utilizzano la discarica per trovare cibo, prodotti riciclabili e oggetti da rivendere, respirando fumi tossici della spazzatura bruciata e metano.
È evidente come sia urgente trovare una soluzione per gestire il problema anche perché “i poveri sono i migliori nel riciclare i rifiuti, ma questo non deve permettere loro di vivere in condizioni di pericolo costante per la loro salute - afferma padre Moschetti - dobbiamo apprendere come migliorare davvero la vita dei poveri che dipendono dalla discarica e favorire il riutilizzo della spazzatura per una più sana opportunità economica”.

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/vivere-tra-i-rifiuti-a-nairobi

sabato 15 settembre 2007

Sostenibilità: altri legami fra fitofarmaci e malattie degenerative

Alcuni ricercatori del Costa Rica hanno di recente dichiarato di aver trovato un legame fra l’esposizione dei genitori ai fitofarmaci e l’insorgenza di leucemia infantile nei figli. L’Istuto Centro Americano per gli Studi sulle Sostanze Tossiche ha condotto una ricerca sugli effetti di 25 fitofarmaci in 5 diversi periodi di tempo. Secondo i risultati pubblicati dal Giornale Scandinavo su Lavoro, Ambiente e Salute, i casi di leucemia infantile risultavano associati sempre all’esposizione materna ai fitofarmaci fino ad un anno prima del concepimento e durante i primi due trimestri di gravidanza. L’esposizione paterna al paraquat, benomyl e picloram, analogamente, risulta collegata all’incidenza di leucemia nella discendenza. La leucemia rappresenta fra il 25 e il 35% dei tumori infantili in molti paesi, ma il Costa Rica, dovuto alla forte presenza agricola, ha il grado di incidenza di leucemia infantile maggiore al mondo. (PAN News/B@N)

giovedì 13 settembre 2007

Unicef: diminuisce la mortalità infantile

Mortalita' infantile in in diminuzione. Per la prima volta il numero di decessi annui dei bambini al di sotto dei 5 anni e' sceso al di sotto dei 10 milioni, attestandosi a 9,7 milioni, il piu' basso dal 1990 quando i morti furono 13 milioni. Ad annunciarlo, in un rapporto pubblicato oggi, l'Unicef rivelando importanti progressi soprattutto in America Latina e nei Caraibi, nell'Europa centro-orientale, nell'est dell'Asia e nei Paesi del Pacifico e in molte zone dell'Africa. ''E un momento storico - afferma il Direttore generale dell'Unicef Ann M. Veneman- sopravvivono piu' bambini oggi che mai prima in passato. Dobbiamo far leva su questo successo sanitario per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio''. Tra gli Obiettivi del millennio vi e' l'impegno a ridurre di 2/3 la mortalita' infantile tra il 1990 e il 2015, un risultato che salverebbe la vita di altri 5,4 milioni di bambini da oggi al 2015. Non vi e' pero' ragione di compiacersi, avverte il Direttore generale dell'Unicef, infatti, ''la perdita ogni anno di 9,7 milioni di giovani vite e' inaccettabile. La maggior parte di queste morti sono prevenibili e, come dimostrano i recenti progressi, le soluzioni sono sperimentate e collaudate. Sappiamo che la vita dei bambini puo' essere salvata quando abbiano accesso a servizi sanitari integrati, erogati su base comunitaria e sostenuti da un efficace sistema di rinvio a strutture specializzate''.

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=84445

Somalia: 13500 bambini potrebbero morire di fame

Mogadiscio. La fame, secondo l'allarme lanciato dall'Unicef, rischia di uccidere nel centro e nel sud della Somalia almeno 13500 bambini.Secondo quanto dichiarato dal responsabile Onu la zona da sempre considerata il granaio del paese si è impoverita a causa della siccità.“Sono almeno 83.000 i minori che soffrono la fame in queste aree – si legge nella nota ufficiale dell'Onu; di questi 13.500 sono gravemente malnutriti e rischiano di morire”.
Parallelamente alla siccità, lo stato africano deve affrontare l'ennesima emergenza umanitaria. Dallo scorso gennaio, infatti, da Mogadiscio più di un milione di persone hanno lasciato la propria residenza per ricevere l'adeguata assistenza sanitaria. In soli otto mesi il numero di questi sfollati è aumentato del 50%.

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=84461

mercoledì 12 settembre 2007

Usa: 7300 traumi da zainetto "certificati" per gli studenti

Ben 7.300 lesioni riportate dai bimbi per zaini scolastici troppo pesanti sono state tratte, nel 2006, nei pronto soccorso degli Stati Uniti. Distorsioni e strappi muscolari i problemi piu' comuni. Lo riferisce la Consumer Product Safety Commission. "Visitiamo numerosi bambini durante l'anno scolastico che soffrono di mal di schiena - afferma Robert Bruce, ortopedico pediatrico della Emory School of Medicine - Molti di loro accusano i pesanti zainetti pieni di libri, attribuendogli la colpa del malessere". L'American Occupational Therapy Association afferma che i bambini non dovrebbero portare in spalla piu' del 15% del loro peso corporeo. Quando lo zaino supera questo valore, le conseguenze sono formicolii, intorpidimento e segni rossi sulle spalle. Lo specialista consiglia ai suoi pazienti di portare zaini ergonomici. "Penso che gli zaini con le rotelle - continua Bruce - rappresentino la soluzione migliore, anche per i piu' piccoli. Inoltre le cinghie piu' larghe sulle spalle e quelle alla vita aiutano a distribuire meglio il peso".

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=84390

venerdì 10 agosto 2007

Aiuti dell'Unicef in Bangladesh

Aiuti per un valore d'oltre 3,6 milioni di dollari stanno venendo distribuiti dall'Unicef in stretta collaborazione con il Governo del Bangladesh e le ong partner per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, nutrizionali e le forniture idriche a beneficio dei bambini e delle famiglie colpite dalle alluvioni. Parte degli aiuti, per un valore di circa 1,8 milioni di dollari, erano già stoccati nel paese nel quadro dei programmi di prevenzione e risposta alle emergenze.
Per le centinaia di migliaia di sfollati delle aree alluvionate accampati su strade o altopiani acqua potabile, cibo, prodotti igienici e ripari d'emergenza costituiscono gli aiuti più urgenti. Donne e bambini sopportano le conseguenze maggiori della crisi, soffrendo a causa di fame, malnutrizione e mancanza di protezione e sicurezza. I rapporti a disposizione indicano oltre 117 morti per annegamento, la maggior parte delle quali sono bambini.
Grazie alla grande disponibilità di sali per la reidratazione orale, la diarrea acuta non ha per ora causato alcun decesso, benché i casi registrati siano oltre 15mila; i 10 depuratori mobili procurati nei giorni scorsi dall'Unicef sono ora tutti in funzione e a pieno regime, fornendo ciascuno oltre 2mila litri d'acqua potabile l'ora. L'acqua resa potabile dai depuratori mobili sta venendo utilizzata non solo per approvvigionare la popolazione dei centri urbani, ma viene anche trasportata nelle aree ancora invase dalle acque stagnanti, dove è in corso la distribuzione di circa 15 milioni di compresse a base di cloro per la potabilizzazione delle scorte idriche.
L'esperienza maturata durante l'emergenza prodotta dalle alluvioni del 2004 ha reso in grado l'UNICEF di lanciare una risposta immediata - in stretta collaborazione con il Ministero della Sanità, il Ministero della Famiglia, il Dipartimento della Salute Pubblica e le Ong partner - utilizzando gli aiuti già stoccati nel paese. Gli aiuti finora distribuiti a donne e bambini nei distretti di Sirajgonj e Tangail comprendono 1.000 kit familiari contenenti generi di prima necessità; 22.000 teli impermeabili per allestire ripari d'emergenza; 63,7 tonnellate di biscotti proteici BP5 e 200.000 bustine di soluzioni saline.

È possibile sostenere l'azione dell'Unicef a favore dei bambini vittime delle alluvioni in Asia con un versamento tramite: cc postale n. 745.000, intestato a Unicef Italia; cc bancario n. 000000510051, intestato a Unicef Italia, Banca Popolare Etica, CIN R, ABI 05018, CAB 03200, carta di credito, su www.unicef.it e telefonando al Numero Verde UNICEF 800-745.000

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=83822

giovedì 26 luglio 2007

Non profit Usa lancia il computer da 350 dollari

Arriverà sotto l'albero di Natale il computer low cost. Questa la previsione di Mary Lou Jepsen, manager della Fondazione "One Laptop per child", un'organizzazione no profit che progetta computer a basso costo per bambini poveri e che potrebbe iniziare a vendere sul mercato dei portatili al prezzo di 350 dollari entro Natale.
La fondazione ha mantenuto bassi i costi sviluppando una propria tecnologia, incluso il display, e usando microprocessori, relativamente poco costosi, di Advanced Micro Devices.
Utilizza inoltre il software gratuito Linux, risparmiando il costo per l'uso del sistema operativo Windows di Microsoft.
Designato per i paesi di Asia, Africa e America Latina, il computer è resistente all'acqua e ha uno schermo ad alta risoluzione su cui si può leggere anche sotto la luce diretta del sole. La batteria può durare 12 ore con una sola carica. La batteria può essere ricaricata a manovella.

Maggiori informazioni:http://laptop.org/

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=83241

Costa D'Avorio: abusi militari Onu/approfondimento

«Raccomandiamo di rafforzare la denuncia presso le autorità civili e militari dell'Onuci (la missione delle Nazioni Unite in Costa D'avorio - ndr) circa gli abusi sui bambini compiuti da personale civile e militare. Preghiamo di rinforzare le inchieste libere e indipendenti e rinforzare le sanzioni a riguardo degli autori di abusi. Chiediamo di rinforzare le sanzioni sull'uso della droga del personale civile e militare e della distribuzione che essi ne fanno ai ragazzi minori».
Sono tre delle dieci raccomandazioni contenute in un rapporto dal titolo «Protezione dei bambini coinvolti nel conflitto nella zona di Bouake 2005. Prevenzione, smobilitazione, reinserimento dei bambini associati ai gruppi armati». A mostrarcelo è padre Dino Dussin, un missionario del Pime che vive in Costa D'Avorio. Lo avevano presentato all'Unicef i responsabili di tre isituti religiosi che lavoravano a un progetto avviato proprio dall'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia nel luglio 2003, sei mesi dopo lo scoppio della guerra civile in Costa D'Avorio. I tre istituti nel 2005 avevano denunciato gli abusi nei confronti dei minori compiuti dai soldati marocchini del contingente Onu.
Le nazioni Unite hanno annunciato di aver sospeso il contingente militare del Marocco che partecipava alla missione di peackeeping in Costa d'Avorio, mentre è in corso un'inchiesta su un presunto e vasto fenomeno di abusi sessuali.
«Nel 2003 l'Unicef ha avviato a Bouake un programma di riabilitazione per i bambini-soldato e le bambine vittime di abusi» racconta padre Dussin. «Dopo un anno l'Unicef si è ritirato e il progetto è stato continuato da una cooperativa formata da tre istituti religiosi: i sacerdoti di San Vincenzo e le suore della dottrina cristiana, entrambi francesi, e dall'istituto italiano delle suore di Gorizia. Questi istituti, con il supporto del Pime, hanno fatto appello alla Conferenza episcopale italiana, che ha rifinanziato il programma per altri tre anni con i fondi dell'8 per mille. Fin dall'inizio questi religiosi sono entrati in contatto con minori che hanno subito abusi da parte dei soldati. In città esistono diversi campi dei ribelli, che hanno occupato le caserme, la stazione dei vigili del fuoco, le gendarmerie».
«Esistono tre campi di militari francesi e un grande accampamento dei militari dell'Onuci fuori dalla città sulla strada che porta ad Abidjan. La presenza dei militari ha sconvolto la vita della città» denuncia padre Dussin. «Abbiamo calcolato che all'interno dei campi debbano trovarsi all'incirca seimila minori. Alcuni sono stati arruolati tra le fila dei ribelli, altri vi ruotano attorno e vengono utilizzati per vari servizi, tra cui il trasporto della droga. Di questo sfruttamento sono responsabili anche alcuni militari dell'Onuci. Il quartiere accanto all'accampamento si è completamente trasformato in funzione dei soldati. Si è diffusa la prostituzione e sappiamo di casi di genitori che vendono i propri figli per prestazioni sessuali. Tutte cose impensabili prima della guerra».
Dal 2003 la Costa D'Avorio è divisa in due. Il nord in mano ai ribelli, le cosiddette Forze Nuove, il sud sotto il controllo delle milizie del governo del presidente Laurent Gbagbo. In Costa D'avorio attualmente si trovano anche 8.300 soldati della missione Onuci e circa 4.000 militari francesi dell'operazione Licorne, in appoggio alle truppe delle truppe dell'Onu.

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=83239

venerdì 20 luglio 2007

Somalia: appello del Pam

Il Programma Alimentare delle Nazioni Unite (PAM) ha lanciato un appello per ricevere donazioni urgenti che evitino l'interruzione nei rifornimenti alimentari in Somalia, in previsione del mancato raccolto.
Il crescente bisogno di aiuti alimentari segue un allarme lanciato a giugno dalla FAO in cui si prevedeva, per luglio e agosto, nessun raccolto o un raccolto sotto la media, in gran parte del sud e del centro della Somalia, a causa delle piogge scarse.
Il Direttore del PAM in Somalia, Peter Goossens, ha dichiarato che l'agenzia ha bisogno di 19,5 milioni di dollari o di 26.500 tonnellate di cibo entro la fine del 2007 per sfamare un milione di somali. Senza nuovi contributi, il PAM, ad ottobre, si trovera' con un deficit di 8.500 tonnellate che, sommato a quello precedente, raggiungera' le 70.000 tonnellate pari a 53 milioni di dollari, entro maggio 2008. "Chiediamo contributi immediati perche'¨ i bisogni dei piu' deboli", per la maggior parte donne e bambini, "stanno crescendo sempre di piu' e potrebbero servire tre o quattro mesi per portare gli aiuti alimentari nel Paese".

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=83103

Media e minori: Save the Children, maggiore presa di coscienza e responsabilità

I diritti dei minori ascoltati nei procedimenti giudiziari perché presunte vittime d'abuso vengono violati ogniqualvolta la loro immagine non viene protetta e viene utilizzata dai media, in palese inadempienza con quanto previsto dalla Convenzione Onu per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CRC), nonché dalla Carta di Treviso.Save the Children, all'indomani della messa in onda sul TG 5 delle immagini della perizia effettuata dai consulenti della procura di Tivoli su alcuni bambini vittime di presunti abusi nella scuola materna di Frignano Flaminio, richiama i media italiani ad una maggiore presa di coscienza e responsabilità sull'utilizzo delle immagini di minori. L'Organizzazione ricorda che, soprattutto in occasione dell'ascolto dei minori vittime di abuso o presunti tali, molte tutele, pur previste dalla normativa, sono talora disattese, con la conseguente rivittimizzazione del bambino, che subisce così una seconda violenza.Indipendentemente dalla riconoscibilità o meno dei bambini ripresi nel filmato, Save the Children pone ancora una volta l'accento sull'esigenza primaria di garantire sempre il superiore interesse del minore.L'incidente probatorio è una delle fasi più delicate del procedimento giudiziario e, in caso di minori vittime di abuso, la legge italiana prevede l'audizione protetta volta alla salvaguardia del minore. Uno dei maggiori problemi evidenziati anche in ambito europeo relativamente all'ascolto del minore in ambito giudiziario è proprio quello legato al reiterarsi degli ascolti anche da parte di persone differenti, poiché ciò può avere delle ricadute emotive sui bambini, compromettendone il già delicato equilibrio.Save the Children, insieme ad altre organizzazioni e associazioni, nel corso di una recente audizione, ha portato all'attenzione del Commissione Bicamerale per l'Infanzia la delicata e complessa questione dell'ascolto del minore, auspicando un suo intervento in materia nei prossimi atti di indirizzo al Governo. Save the Children sollecita l'adozione di un sistema di monitoraggio, esteso a tutto il territorio nazionale, sulle procedure giudiziarie coinvolgenti i minori, al fine di verificarne l'efficacia per ciò che riguarda l'ascolto del bambino e la protezione dello stesso sia in seno al procedimento che in ambito extra-giudiziario.
Per ulteriori informazioni:Ufficio stampa Save the Children ItaliaTel: 06.48.07.0071press@savethechildren.it

Fonte: http://www.vita.it/comunicati/index.php3?COMID=2479

mercoledì 28 marzo 2007

Per Pasqua fai un bel gesto, dona una "Cesta Basica".


Ormai da diversi anni per centinaia di piccoli delle favelas di Salvador l’arrivo di una “cesta basica”, donata attraverso il Progetto Agata Smeralda, è un motivo di festa in più.

Che cos’è una “Cesta basica”?

Semplicemente una borsa della spesa, colma dei più diversi generi alimentari: latte, biscotti, cioccolato, zucchero, caffè, frutta di ogni tipo, fagioli, manioca, uova, pollo, pasta e un dolce natalizio. Anzi, un panettone, prodotto dal forno da alcuni anni attivato dal Progetto Agata Smeralda, nell’ambito del programma di formazione professionale, e frequentato da decine di giovani. La cesta basica insomma è una semplice, pur abbondante borsa della spesa per noi, un carico di gioia e di solidarietà per i piccoli brasiliani.

Come far arrivare una o più ceste basiche ai bambini brasiliani?

È semplicissimo. Basta inviare un’offerta di 37 euro (o multipli), e il denaro sarà subito trasferito in Brasile, e totalmente impiegato per l’acquisto dei generi alimentari necessari. Per il versamento si usino i conti correnti:

  • postale ccp n. 502500,
  • bancario n.000000001111 (cab 02999 - abi 03400 - cin M)
    Banca Toscana agenzia 19, via Cavour 82/a, Firenze,

entrambi intestati a PROGETTO AGATA SMERALDA, Via Cavour 92, 50129 FIRENZE, specificando nella causale: “Per cesta basica”.

Un’iniziativa da diffondere!

In sempre maggior numero famiglie, scuole, comunità, colgono la proposta della “cesta basica” per aprire il loro cuore generoso ai più poveri. C’è chi raccoglie piccole quote da più persone, e poi con il ricavato riesce ad offrire una o più ceste, ci sono ditte che rinunciano ai doni aziendali, devolvendo quanto avrebbero speso per offrire ceste basiche. A tutti dunque l’invito a proporre a familiari, ambienti di lavoro, scuole, gruppi parrocchiali, questa bella iniziativa.


Fonte: http://www.agatasmeralda.org/

Farmacia: Aifa, Prozac anche per i bambini.


di Redazione (redazione@vita.it)

Modifica indicazione terapeutica inserita in gazzetta ufficiale.

Prozac (fluoxetina) anche per bambini, con piu' di otto anni, e adolescenti. La nuova indicazione, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, e' stata decisa dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per quei minori con "episodio di depressione maggiore di grado da moderato a grave, se la depressione non risponde alla psicoterapia dopo 4-6 sedute". Si ampliano cosi' le indicazioni terapeutiche per il medicinale contro il 'male di vivere' prodotto da Eli Lilly. "La terapia con antidepressivo - si legge in Gazzetta - deve essere proposta a un bambino o a una persona giovane con depressione da moderata a grave solo in associazione con una contemporanea psicoterapia".

Fonte: http://www.vita.it/home/