Mogadiscio. La fame, secondo l'allarme lanciato dall'Unicef, rischia di uccidere nel centro e nel sud della Somalia almeno 13500 bambini.Secondo quanto dichiarato dal responsabile Onu la zona da sempre considerata il granaio del paese si è impoverita a causa della siccità.“Sono almeno 83.000 i minori che soffrono la fame in queste aree – si legge nella nota ufficiale dell'Onu; di questi 13.500 sono gravemente malnutriti e rischiano di morire”.
Parallelamente alla siccità, lo stato africano deve affrontare l'ennesima emergenza umanitaria. Dallo scorso gennaio, infatti, da Mogadiscio più di un milione di persone hanno lasciato la propria residenza per ricevere l'adeguata assistenza sanitaria. In soli otto mesi il numero di questi sfollati è aumentato del 50%.
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giovedì 13 settembre 2007
Somalia: 13500 bambini potrebbero morire di fame
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Dolce Vita
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venerdì 20 luglio 2007
Somalia: appello del Pam
Il Programma Alimentare delle Nazioni Unite (PAM) ha lanciato un appello per ricevere donazioni urgenti che evitino l'interruzione nei rifornimenti alimentari in Somalia, in previsione del mancato raccolto.
Il crescente bisogno di aiuti alimentari segue un allarme lanciato a giugno dalla FAO in cui si prevedeva, per luglio e agosto, nessun raccolto o un raccolto sotto la media, in gran parte del sud e del centro della Somalia, a causa delle piogge scarse.
Il Direttore del PAM in Somalia, Peter Goossens, ha dichiarato che l'agenzia ha bisogno di 19,5 milioni di dollari o di 26.500 tonnellate di cibo entro la fine del 2007 per sfamare un milione di somali. Senza nuovi contributi, il PAM, ad ottobre, si trovera' con un deficit di 8.500 tonnellate che, sommato a quello precedente, raggiungera' le 70.000 tonnellate pari a 53 milioni di dollari, entro maggio 2008. "Chiediamo contributi immediati perche'¨ i bisogni dei piu' deboli", per la maggior parte donne e bambini, "stanno crescendo sempre di piu' e potrebbero servire tre o quattro mesi per portare gli aiuti alimentari nel Paese".
Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=83103
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Dolce Vita
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Somalia: riapre sotto le granate conferenza di pace
A Mogadiscio, l'unico linguaggio chiaro continua ad essere quello delle bombe. Diversi colpi di mortaio sono stati sparati contro l'edificio sede della Conferenza di pace e riconciliazione e hanno ucciso sei civili, tra cui cinque bambini. Lo riferiscono residenti nella zona. Una fonte della sicurezza riportata dall'Ansa ha precisato che il primo ministro Ali Mohammed Gedi aveva lasciato già il posto quando è avvenuto l'attacco.
È durata quattro ore questa mattina la seconda sessione della Conferenza di pace e riconciliazione a Mogadiscio, che è stata poi di nuovo rinviata a sabato prossimo.
Aperta ufficialmente domenica scorsa, la riunione era stata subito sospesa e aggiornata ad oggi a causa di lanci di granate nei pressi dell'edificio che la ospita. Il motivo del nuovo rinvio della Conferenza – almeno ufficialmente – è di permettere la preghiera del venerdì; i somali sono praticamente tutti musulmani.
Subito dopo l'inizio ufficiale dei lavori, domenica scorsa, la conferenza era stata aggiornata a giovedì. Per permettere ai delegati ritardatari di giungere nella capitale, secondo la versione governativa. Per paura di possibili attentati, secondo altre fonti. Lo Shabaab, l'ala militare delle Corti islamiche cacciate da Mogadiscio lo scorso dicembre, ha già fatto sapere che colpirà chiunque decidesse di partecipare alla conferenza. Come avvertimento, nei giorni scorsi i miliziani hanno colpito numerosi obiettivi nelle vicinanze della sede dell'incontro.
Il giornalista somalo Abukar Albadri ha detto all'agenzia Peacereport che, “su 1325 delegati ne sono arrivati tra i 900 e i mille, stando al governo. Ma a occhio e croce direi che siamo sui 6-700, non di più”.La conferenza, che durerà 45 giorni e costerà qualcosa come 32 milioni di dollari, dovrebbe affrontare problemi quali la divisione del potere tra clan e il disarmo delle milizie.
Negli ultimi giorni, lo storico mercato di Bakara è stato preso di mira dagli insorti. Mercoledì, al mercato sono esplosi almeno quattro ordigni che hanno fatto tre morti e più di dieci feriti. Stanotte, gli insorti hanno accolto a colpi di granate e mortai i soldati somali che pattugliavano Bakara, nei combattimenti più feroci delle ultime due settimane. I morti sono almeno due.
Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=83100
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Etichette: bombe, conferenza, mogadiscio, pace, somalia