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venerdì 12 ottobre 2007

Burundi: sostieni la campagna per il disarmo



Nonostante l'arrivo della democrazia nell'agosto 2005, le armi leggere che circolano in Burundi sono ancora moltissime. Si stimano oltre 100.000 le armi in possesso delle famiglie o nascoste nelle foreste! Esse vengono usate da bande armate e piccoli gruppi che circolano di notte per rubare, oppure da ex-militari e ribelli che tornati a casa dalla guerra non trovano lavoro, oppure ancora da ragazzi disorientati e psicologicamente provati dalle atrocità vissute nella guerra civile dalla quale il Burundi sta uscendo. I massacri, le atrocità dei macete ed i 14 anni di guerra “a bassa intensità” hanno impoverito la popolazione burundese a tal punto che oggi le armi leggere si rivelano spesso un mezzo scelto per uscire dall'estrema povertà. Si incrementano così la violenza, la piccola criminalità e la corruzione e rallenta ulteriormente il processo di pace e democratizzazione del Paese. Ora che la guerra è terminata, è fondamentale che il Governo burundese si impegni nell'eliminazione delle armi per dare un segno forte alla popolazione burundese nell'istituzione di una vera democrazia basata sulla fiducia tra i cittadini e tra cittadini e politici.


Chiediamo dunque:


* che le operazioni di disarmo totale della popolazione civile burundese, iniziate con la supervisione dell'ONU già nel 2005, vengano portate a termine;
* e che un controllo costante sulle azioni di compra-vendita di armi in Burundi. sia effettuato.

Aderisci anche tu, sottoscrivendo la lettera (in visione sul nostro sito) che invieremo il 15 dicembre al Presidente del Burundi e ai Rappresentanti dei Partiti burundesi, e per conoscenza ai Ministri degli Esteri dei Paesi Europei e ai rappresentanti della Comunità Europea affinché diano il loro totale appoggio a questa iniziativa.

Padre Claudio Marano e i 28mila Giovani del Centre Jeunes di Kamenge - Bujumbura


Educazione: a causa delle guerre sono le bambine le prime ad essere escluse dall'istruzione


Vittime due volte: della guerra e della loro condizione di giovani donne. Che significa, spesso, dover rinunciare prima dei coetanei maschi alla scuola e subire gravissime violazioni. Quali essere utilizzate come bambine-soldato o mogli-bambine, subire terribili violenze e abusi nell'ambito di raid di pulizia etnica, essere molestate e sfruttate persino all'interno dei campi profughi e per opera di chi dovrebbe proteggerle: personale governativo, insegnanti, operatori umanitari.Si intitola “Bambine senza parola” il Rapporto che Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dell'infanzia, diffonde oggi in occasione del rilancio della campagna internazionale “Riscriviamo il Futuro”, partita un anno fa in 47 paesi del mondo con l'obiettivo di portare a scuola ed assicurare entro il 2010 un'istruzione di miglior livello a 8 milioni di bambine e bambini che vivono in nazioni in guerra o reduci da guerre.Un dossier che, fissando l'attenzione sulle bambine e sul devastante impatto che i conflitti hanno sulle loro vite - si stima che l'80% delle vittime civili di una guerra siano donne e bambini - è allo stesso tempo un crudo documento ma anche un'occasione per tornare a dire che il diritto all'istruzione per quei milioni di minori che vivono in aree di conflitto deve essere una priorità dell'agenda politica. Diversamente, 30 milioni di bambini – la maggior parte in nazioni in guerra - saranno ancora esclusi dalla scuola nel 2015 e il secondo e terzo Obiettivo del Millennio, ovvero diritto all'educazione primaria per tutti i bambini e parità di accesso a scuola per bambini e bambine, non verranno raggiunti.“Non ci stancheremo di sottolineare il ruolo e la forza dell'istruzione, formidabile leva di cambiamento, in grado di permettere a una bambina o bambino di emanciparsi da un futuro di povertà, sfruttamento, insicurezza”, commenta Maurizia Iachino, Presidente di Save the Children Italia. “Se poi teniamo presente che il più alto numero di minori esclusi dall'istruzione si trova in paesi in conflitto e che le bambine sono la maggioranza, è chiaro che bisogna concentrare gli sforzi e le risorse sui paesi in guerra e sulle bambine. Altrimenti milioni di ragazze saranno le ultime non solo a scuola ma anche nella vita”.Sono 77 milioni nel mondo i bambini che non vanno a scuola. 39 milioni, stima Save the Children, vivono in uno dei 28 paesi oggi ancora in guerra o reduci da conflitti . In queste nazioni particolarmente, ma anche in quelle stabili e in pace, le bambine risultano discriminate nell'accesso a scuola: il 57% del totale dei minori esclusi dall'istruzione è rappresentato da bambine. Inoltre quasi 1 bambina su 5 che si iscrive in prima elementare, non riesce a completare il ciclo di istruzione primaria. Una condizione di disparità che nei contesti di conflitto si aggrava ulteriormenteIn alcune zone del Sud Sudan, per esempio, l' 82% delle bambine non è iscritto a scuola, mentre nelle aree rurali dell'Afghanistan questa percentuale arriva anche al 92%.“In tempo di guerra le bambine e le adolescenti sono un gruppo particolarmente vulnerabile e a rischio di gravissimi violazioni dovute alla discriminazione di genere e al ruolo che viene assegnato loro nella società”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. Non a caso alla vigilia, durante o subito dopo un conflitto le bambine sono le prime alle quali viene negata la possibilità di andare a scuola.Le ragioni di ciò sono varie: i genitori temono che le scuole possano essere attaccate da miliziani e quindi che le ragazze vengano forzatamente reclutate negli eserciti; oppure temono che le proprie figlie siano vittime di molestie e abusi da parte dei compagni di scuola o degli insegnanti. In altri casi il fattore può essere economico: se ci sono dei costi da sostenere per le rette o il materiale scolastico e le famiglie, impoverite dalla guerra, non hanno soldi sufficienti, le bambine saranno le prime a dover rinunciare alla scuola e ad essere richiamate in casa per supportare economicamente il nucleo familiare.Ma l'impatto di una guerra non si esaurisce qui: donne di tutte le età, documenta il Rapporto “Bambine senza parola”, si trovano ad affrontare lo sfollamento, la perdita di casa e proprietà, di familiari e parenti, la povertà. Donne, ragazze e bambine sono inoltre vittime di omicidi, torture, scomparse, schiavitù sessuale, abusi sessuali e gravidanze e matrimoni forzati, come nel caso di tante bambine assoldate e rapite dalle milizie armate. Si stima che di oltre 250.000 bambini impiegati come soldati, più del 40% siano bambine e adolescenti. Essere “soldato” per una ragazza significa sottostare agli ordini dei combattenti, fare loro da domestica e infermiera, diventare loro “moglie”: ovvero essere oggetto di abusi sessuali da parte di uno o più miliziani, avere elevate probabilità di contrarre il virus dell'Hiv/Aids, nonché di restare incinte anche a 10 anni.Ma guerra significa anche uso della violenza contro le donne, in particolare dello stupro, come vera e propria arma. “La violenza sessuale nei confronti di bambine e adolescenti è spesso utilizzata in campagne sistematiche di terrore e intimidazione, proprio per obbligare i membri di una certo gruppo etnico, culturale o religioso ad abbandonare le loro case”, spiega Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia.Ma anche quando la guerra sembra essere alle spalle se non addirittura finita bambine e donne rischiano di trovarsi ad affrontare altre violenze, per esempio nei campi rifugiati dove possono subire abusi da parte di funzionari governativi, guardie di frontiera, contrabbandieri, membri delle forze armate e a volte anche di altri rifugiati, durante il lungo cammino verso i campi e all'interno degli stessi. Questi luoghi rappresentano inoltre un luogo di particolare interesse per i trafficanti di esseri umani che prediligono le pre-adolescenti e le bambine essendoci meno possibilità che siano affette dall'Hiv/Aids rispetto alle ragazze più grandi. Infine donne e ragazze non sono al riparo dall'abuso e sfruttamento sessuale neppure quando si trovano a stretto contatto con gli operatori umanitari, come documentato da Save the Children in un suo recente dossier sulla Liberia . Il ruolo e il potere dell'educazioneIn un contesto di così alto rischio e gravi violazioni, sia durante che dopo un conflitto, “la scuola può giocare un ruolo fondamentale per la protezione di ragazze e bambine da abusi e violazioni e rappresentare un luogo sicuro dove ripararsi”, sottolinea Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. “A scuola poi si apprendono informazioni utili alla salute e sicurezza personali, per esempio sulla prevenzione dell'Hiv/Aids o sulle mine anti-persona”. Infine “la scuola costituisce forse l'unica occasione, per milioni di bambine e bambini che vivono in aree instabili, conflittuali e povere, di garantire a sé e alle proprie comunità un futuro diverso e migliore”. In particolare per le bambine, è ormai appurato lo stretto rapporto fra scolarizzazione femminile e maggiore benessere e sviluppo sociale: per esempio, un aumento dell'1% dell'istruzione femminile genera una crescita del Pil dello 0,37%; l'iscrizione alla scuola primaria delle bambine può produrre una riduzione della mortalità infantile del 4, 1 per mille; l'educazione può contribuire a prevenire circa 700.000 contagi da Hiv all'anno e a migliorare la salute materno-infantile.Una petizione al Governo italiano per garantire il diritto all'istruzione per i bambini in paesi in conflittoA poco più di un anno dal lancio della Campagna Internazionale “Riscriviamo il Futuro” (il 12 settembre scorso), Save the Children continua dunque a fare pressione sui governi e le opinioni pubbliche affinché il diritto all'istruzione per i 39 milioni di minori che vivono in nazioni in guerra o reduci da conflitti, con particolare attenzione alle bambine, sia assunto come prioritario nelle agende politiche nazionali e internazionali e non siano tradite le promesse fatte. Nel 2005 infatti i paesi donatori, compresa l'Italia, hanno assunto impegni in aiuti all'educazione primaria per 3 miliardi di dollari, per poi erogarne circa la metà. In particolare, l'Italia si colloca all'ultimo posto della lista dei paesi donatori per fondi destinati all'educazione: data infatti la cifra di 9 miliardi di dollari necessaria a garantire educazione per tutti i bambini entro il 2015, il nostro paese risulta quello che ha contribuito meno al raggiungimento di tale cifra, con uno stanziamento di appena 15 milioni di dollari. Affinché dunque l'Italia non sia più l'ultima della lista, Save the Children Italia lancia oggi una Petizione con raccolta di firme destinate al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema in cui chiede di:- incrementare significativamente gli aiuti all'educazione, destinandone una quota adeguata ai paesi in conflitto- in particolare almeno il 50% dei fondi settoriali per l'istruzione primaria dovrebbe andare alle nazioni colpite o reduci da guerre a cui invece l'Italia destina il 38% di tali fondi - impegnarsi in sede internazionale affinché l'educazione diventi parte rilevante e prioritaria delle politiche e degli interventi in contesti di emergenza- in particolare, al fine di garantire non solo l'accesso all'istruzione, ma anche standard di qualità adeguati, è necessario diffondere e promuovere l'utilizzo dei Minimum Standards for Education in Emergencies, Chronic Crises and Early Reconstruction (MSEE) nel ripristino dei servizi scolastici durante e dopo un conflitto.Inoltre Save the Children chiede e raccomanda al Governo italiano di: - promuovere e sollecitare nelle sedi internazionali una maggiore partecipazione e coinvolgimento delle donne nelle operazioni di peacekeeping e nei processi di post conflitto, in quanto elemento chiave non solo per la tutela e la promozione dei diritti delle donne, delle bambine e dei bambini in contesti di guerra o post conflitto, ma anche come uno dei fattori di successo dell'intervento stesso - adoperarsi affinché siano incrementati e implementati i programmi di smobilitazione e riabilitazione (Ddr ) per le ex-bambine soldato, attualmente pari al 2% del totale dei programmi di Ddr.La versione integrale del Rapporto “Bambine senza parola” è scaricabile all'indirizzo: www.savethechildren.it/pubblicazioni

E' disponibile un b-roll con immagini e videonews, foto e storie di bambini in paesi in guerra (per es. Afghanistan, Uganda, Costa D'Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Liberia).


E' possibile firmare online la Petizione all'indirizzo: http://www.savethechildren.it/


Per ulteriori informazioni:Ufficio Stampa – Save the Children Italia tel. 06.48070023-71 press@savethechildren.it


Tata annuncia l'arrivo dell'auto di massa da €1790


Tremate: è arrivata la Ford T dell’India. L’auto per le masse. Si chiama 1 Lakh Car (auto da 100′000 rupie) e sarà in vendita dal prossimo anno. Il prezzo in euro lascia a bocca aperta: €1790!
La produzione iniziale prevista è di ben 250′000 esemplari, ma a regime dovrebbe arrivare ad 1′000′000 di vetture l’anno. Pur costando pochissimo, la qualità non è infima: l’auto è stata progettata da ingegneri indiani low-cost con partner europei di tutto rispetto (da Bosch e Fiat per il motore alla torinese Idea per il design).


Ratan Tata, patron della casa produttrice, ragiona davvero come il Ford o l’Agnelli indiano: “Sono molto orgoglioso di essere indiano e mi preoccupo di migliorare la qualità della vita dei miei connazionali. Qui è facile vedere 4-5 persone su un motociclo, in equilibrio precario, durante i monsoni o con il brutto tempo. Vorrei portarli tutti a non rischiare più così tanto”. Non per niente alla Tata chiamano la futura auto “auto del popolo” (”people’s car“, ricorda la volkswagen, nevvero?).L’India è cioè nella fase storica in cui era l’Italia negli anni ‘60, quando si passava dalla Lambretta o dalla Vespa alla 500.


Gran Bretagna. Carrello avverte se cibo scelto è calorico

Un’equipe di ingegneri britannici ha messo a punto il primo carrello da supermercato intelligente in grado di avvertire i consumatori se stanno scegliendo cibi ad alto contenuto calorico, di zuccheri o di grassi. Oltre a rappresentare uno strumento utile per la lotta all’obesità i carrelli potranno anche sostituire la confezione di certi prodotti: le informazioni riguardanti un certo alimento compariranno infatti su uno schermo del carrello. I carrelli - che verranno presentati alla conferenza annuale dell’Institute for Grocery Distribution - avvertiranno anche il consumatore dell’esistenza di determinate offerte, indicheranno dove il prodotto si trova all’interno del supermercato e nel caso di chi è in possesso di una ‘carta fedeltà’ conosceranno anche le abitudini alimentari di chi lo utilizza. ‘‘T utti vogliono informazioni maggiori e diverse, ma non tutti vogliono sapere tutto di un prodotto. Molti consumatori sostengono che le liste degli ingredienti su un prodotto sono troppo lunghe e complicate da leggere e da capire. sarà più semplice da leggere sullo schermo. Ci sarà anche un sistema di luci di allerta quando si controlla quanto salutare è la propria spesa. Non ti impedirà di acquistare dei biscotti ma ti farà pensare alla cosa’’, ha dichiarato Sion Roberts, direttore per la distribuzione di EDS , la società che ha sviluppato i carrelli. (ANSA)

Ogm: Greenpeace denuncia utilizzo negli Usa di riso transgenico nella birra

Greenpeace, in occasione dell’incontro svoltosi alla Camera su “Sovranità alimentare e politica”, promosso dalla coalizione “ItaliaEuropa-liberi da ogm”, pubblica i risultati delle analisi che dimostrano l’utilizzo di riso ogm, non testato, in uno dei birrifici della Anheuser-Busch, in Arkansas (Stati Uniti), dove viene prodotto il proprio marchio di birra, la Budweiser. Birra che in Italia viene prodotta e commercializzata dalla Heineken. Un laboratorio indipendente, incaricato da greenpeace, ha rilevato la presenza di riso transgenico (bayer ll601), in tre dei quattro campioni prelevati presso il birrificio. Il riso ogm in questione è una delle varietà che nel 2006 hanno contaminato gli stock di riso degli Usa. (Agrapress)

Una carta prepagata per sostenere le donne palestinesi

Il commercio equo può essere uno strumento di sviluppo anche in situazioni di crisi come quella Palestinese. Lo dimostra il progetto promosso dall’organizzazione non governativa palestinese PARC (Palestinian Agricultural Relief Committees) che aiuta 600 donne palestinesi in 40 villaggi della Cisgiordania e di Gaza impegnate in attività rurali e artigianali e cerca per loro nuovi canali commerciali anche in Italia. La carta “Dai credito alla pace” è stata presentata alla Marcia per la pace Perugia - Assisi. In pratica si tratta di una vera e propria Carta Bancomat prepagata che potrà essere acquistata versando 5 euro. Per ogni carta emessa, Banca Etica verserà al progetto “Dai credito alla pace” la somma corrispondente ad 1 Euro. La carta può essere ricaricata effettuando un versamento presso qualsiasi banca italiana e può essere utilizzata per prelevamenti e pagamenti in Italia e all`estero. Sulla stessa carta è possibile inoltre attivare la funzione “carta di credito” per pagamenti in internet. Per prenotarla non serve avere un conto corrente in Banca Etica, basta recarsi con documento d’identità e codice fiscale presso una delle sue 11 Filiali o contattare il Banchiere Ambulante più vicino.

Per informazioni: www.bancaetica.it/contatti.
(Comunicato Stampa)

giovedì 11 ottobre 2007

Niger, massacro di Tuareg nel nord

L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è rivolta all'Alto Commissario per i Diritti Umani dell'ONU Louise Arbour affinché vengano verificate le insistenti voci che parlano del massacro di 32 Tuareg nel nord del Niger. Se le voci dovessero risultare confermate il rischio è quello dell'inasprimento del conflitto con i Tuareg nel Niger e nel Mali.
Secondo alcuni testimoni, l'1 ottobre 2007 le forze militari del Niger avrebbero fermato cinque macchine in una zona vicina alla frontiera con l'Algeria. Avrebbero poi diviso i dodici Tuareg dalla pelle più chiara dagli altri passeggeri e li avrebbero fucilati sul posto. Il giorno dopo dei soldati avrebbero ucciso altri 20 Tuareg nella loro tenda sulla strada tra Arlit e Assamakka. Le autorità del Niger sostengono che si trattasse di 19 banditi ma secondo i testimoni si trattava di civili disarmati.
All'inizio degli anni '90 il conflitto Tuareg in Niger e in Mali si era inasprito in seguito ai massacri compiuti dall'esercito contro la popolazione civile Tuareg. Un accordo di pace del 1995 riuscì a porre fine agli scontri armati, ma in gennaio 2007 il conflitto si è nuovamente riacceso in Niger e in agosto 2007 si è allargato anche al vicino Mali.

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=85468

Iraq: contractor seminano ancora il terrore

Ancora civili iracheni vittime dei contractor privati. Due donne sono state uccise oggi da agenti di una compagnia di sicurezza straniera nel centro di Baghdad, secondo quanto riporta la polizia senza specificare il nome della ditta. La sparatoria e' avvenuta nel quartiere di Karrada, zona residenziale e commerciale ritenuta una delle piu' sicure della capitale irachena. L'incidente avviene il giorno dopo che e' stato diffuso il rapporto della commissione d'inchiesta del governo iracheno che ha stabilito che i contractor della Blackwater che il 16 settembre hanno aperto il fuoco contro la folla, mentre stavano scortando un convoglio del dipartimento di Stato, hanno "deliberatamente ucciso 17 civili iracheni, senza essere stati assolutamente provocati".

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=85480

Vivere tra i rifiuti a Nairobi

Una delle discariche più grandi di tutta l’Africa, letteralmente una montagna di rifiuti, cresce al ritmo di 2000 tonnellate al giorno, poco fuori la città di Nairobi. Ed è tossica per la popolazione che attorno ci vive, soprattutto per i più giovani. Bambini e ragazzi sono esposti a metalli pesanti e sostanze tossiche che percolano attraverso il suolo e l’acqua e ai fumi della spazzatura che brucia in continuazione.
Questo il risultato di un recente studio dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), che ha esaminato 328 ragazzi tra i 2 e i 18 anni, insieme a dei campioni di suolo.“I risultati attuali sono ancora più scioccanti di quel che pensavamo” ha dichiarato Achim Steiner, vicesegretario generale dell’Onu e direttore esecutivo dell’Unep.
La metà dei ragazzi ha tassi di piombo nel sangue superiori ai livelli di sicurezza riconosciuti a livello internazionale e la metà dei campioni di terreno contiene più di 400 parti per milione di piombo invece delle 50 ppm massime di un campione considerato come non inquinato.

I risultati della ricerca mostrano inoltre livelli altissimi di cadmio, mercurio e una forte presenza di Pcb. Il 50% dei ragazzi ha un basso livello di emoglobina e di ferro.Il piombo danneggia il sistema nervoso ed il cervello, mentre il cadmio produce cancro e danni agli organi interni, soprattutto i reni.
Il fatto più grave è che, tutti i giorni, centinaia di persone dei quartieri poveri vicini, utilizzano la discarica per trovare cibo, prodotti riciclabili e oggetti da rivendere, respirando fumi tossici della spazzatura bruciata e metano.
È evidente come sia urgente trovare una soluzione per gestire il problema anche perché “i poveri sono i migliori nel riciclare i rifiuti, ma questo non deve permettere loro di vivere in condizioni di pericolo costante per la loro salute - afferma padre Moschetti - dobbiamo apprendere come migliorare davvero la vita dei poveri che dipendono dalla discarica e favorire il riutilizzo della spazzatura per una più sana opportunità economica”.

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/vivere-tra-i-rifiuti-a-nairobi

giovedì 27 settembre 2007

Adozioni illecite: fermati due italiani in Paraguay

Due italiani provenineti dalla Toscana sono stati arrestati ieri in Paraguay per una vicenda di adozioni illecite. L'Ufficio Stampa delle Politiche per la Famiglia precisa che i due coniugi non avevano avviato una procedura di adozione internazionale secondo le regole della Convenzione Internazionale dell'Aja, che l'Italia ha ratificato sin dal 1998.
Pur essendo in possesso di un decreto di idoneità da parte del Tribunale per i minorenni di Firenze, i due coniugi non avevano dato incarico ad alcun ente italiano, come prescrive la Convenzione e la legge italiana.
Il Ministro Rosy Bindi, in ogni caso, è già in contatto col Ministero degli Affari Esteri per stabilire una collaborazione congiunta, anche attraverso la nostra Ambasciata ad Asuncion. Si ricorda, inoltre, che il Paraguay non ha ratificato la Convenzione dell'Aja e fino ad oggi non è stato adottato alcun minore paraguayano da parte di cittadini italiani.

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=85066

Ambiente, al via la contro-conferenza voluta da Bush

Dopo aver snobbato il summit dell'Onu sul clima, mandando Condoleezza Rice sul podio, George Bush si prepara ad ospitare a Washington il "suo" vertice sui cambiamenti climatici. A cui ha voluto invitare i paesi considerati i maggiori inquinatori, comprese le economie emergenti finora escluse dai tagli delle emissioni volute dal trattato di Kyoto: in primis la Cina che secondo alcuni studi gia' quest'anno ha strappato agli Stati Uniti la 'palma' di paese piu' inquinante. Per due giorni, sotto la presidenza del segretario di Stato Rice, si riuniranno i rappresentanti, a livello di dirigenti amministrativi e non di ministri, di 16 paesi - oltre agli Stati Uniti e Cina, la Francia, la Germania, l'Italia, la Gran Bretagna, il Giappone, il Canada, l'India, il Brasile, la Corea del Sud, il Messico, la Russia, l'Australia, l'Indonesia ed il SudAfrica - insieme ai rappresentanti di Onu ed Unione Europea. Per domani e' previsto l'intervento di Bush che ha annunciato la sua conferenza sul clima per del summit del G8 lo scorso luglio, una mossa interpretata come un tentativo di 'dirottare' su un'agenda piu' accettabile per Washington il processo di preparazione ai negoziati per un 'Kyoto2', che dovrebbe entrare in vigore dopo il 2012.
Bush ha rifiutato il Protocollo del 1997, opponendosi all'idea dei tagli delle emissioni vincolanti. E preferendo ora parlare di riduzioni volontarie e ricerca di nuove forme di energia pulita. Dall'amministrazione Bush si cerca di assicurare che il summit di Washington non intende fare 'concorrenza' a Kyoto ma, come ha sottolineato la Rice, vuole iniziare a mettere in luce un piano per sviluppare goal che possano essere incorporati nel lavoro dell'Onu. Ma Jim Connaught, presidente del Consiglio della Casa Bianca sulla qualita' ambientale, non manca di stilare una sorta di manifesto anti-Kyoto: "La nostra filosofia e' che ogni nazione ha la sovrana capacita' di decidere per se stessa quale debbano essere le sue politiche". Ma per l'ambientalisti americani il vero scopo del summit di Washington e' "fare molta scena per dare l'apparenza di un'azione sul fronte del clima, mentre invece non c''e nessuna azione all'orizzonte", come ha detto Philip Clapp, presidente del National Enviromental Trust, ricordando la profonda vocazione anti-ambientalista dell'amministrazione Bush.

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=85080

martedì 25 settembre 2007

IL BOOMERANG PALESTINESE

Articolo di Naoki Tomasini pubblicato il 16.09.2007 su www.peacereporter.net

Le armi statunitensi che erano state fornite agli uomini delle milizie di Fatah, prima che Hamas prendesse il controllo della Striscia di Gaza, vengono usate oggi dai miliziani della resistenza palestinese.

Suona come una provovazione per Israele, ma è più probabilmente la conseguenza della politica del governo Olmert che, di concerto con Washington, ha deciso di armare e sostenere Al Fatah per colpire Hamas. Ora, quelle stesse armi vengono rivolte contro di loro.

Le due fazioni fino a Giugno convivevano nel Governo palestinese di unità nazionale. Secondo fonti di Hamas, il gruppo, con quelle armi, avrebbe istituito una nuova milizia “marittima”, con il compito di proteggere le spiagge della Striscia.

Le armi “made in USA” sono state trovate dagli uomini dei Comitati di Resistenza Popolare, legati a Hamas, durante la guerra civile, quando le loro milizie presero il controllo delle sedi della sicurezza del Presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen. Si tratta di fucili M16 e mitragliatrici pesanti, armamenti comunemente in dotazione all'esercito USA ed israeliano e forniti anche alle forze di Fatah.

Da almeno sei mesi, infatti, la dottrina statunitense e israeliana per il Medio Oriente e, in particolare, per la questione israelo-palestinese, passa per il motto “rinforzare Abbas”, dimenticando il risultato delle elezioni democratiche del 2006 e l'esistenza di un Governo di unità nazionale palestinese, pur di liberarsi del nemico islamista. A Giugno, pochi giorni prima dello scoppio della guerra civile a Gaza, gli israeliani che controllano i valichi lasciarono entrare nella Striscia circa 500 uomini di Fatah, armati. Mentre nei mesi precedenti parte di quelli, e molti altri in Cisgiordania, avevano ricevuto formazione militare da istruttori statunitensi.

KOSOVO, IL GOVERNO SERBO INVITA A BOICOTTARE LE ELEZIONI LOCALI

Articolo pubblicato il 13.09.2007 su www.ansabalcani.it

Il Governo di Belgrado ha formalizzato oggi il suo invito alla minoranza serba del Kosovo a boicottare le elezioni locali in calendario nella Provincia secessionista a maggioranza albanese per il 17 Novembre prossimo. La raccomandazione è contenuta in forma di ''suggerimento'' in una dichiarazione ufficiale diffusa in queste ore dall'Esecutivo, sullo sfondo della contesa diplomatica ancora aperta sul futuro status del Kosovo. Secondo Belgrado, le elezioni - convocate dalla leadership indipendentista albanese kosovara con il placet dell'amministrazione Onu e dei governi occidentali - in realtà non garantirebbero una adeguata rappresentanza alla comunità serba. Nella dichiarazione del Governo si sottolinea che, a otto anni dai bombardamenti Nato del 1999 e dall'imposizione di una tutela internazionale sulla Provincia, continuano a non essere rispettati molti ''diritti elementari'' delle minoranze non albanesi. Senza considerare il fatto - osserva Belgrado - che i due/terzi della comunità serbo kosovara sono stati costretti gli ultimi anni a lasciare la Provincia e restano tuttora impossibilitati a rientrare. Già ieri il Primo Ministro serbo, il conservatore Vojislav Kostunica, ma anche il Presidente della Repubblica, il filo-europeo Boris Tadic, avevano suggerito ai serbi del Kosovo di non recarsi alle urne: una posizione condivisa dalla maggioranza dei rappresentanti della comunità in loco, sebbene respinta come un'interferenza del Governo centrale da singoli esponenti moderati come Oliver Ivanovic. Il documento odierno del Governo serbo è destinato d'altronde ad accendere nuove critiche nei confronti di Belgrado da parte dei dirigenti albanesi - che insistono a reclamare la piena indipendenza della regione - e disappunto anche da parte dell'Unione Europea e degli Stati Uniti, i quali hanno già dato il loro avallo alla convocazione del voto di Novembre.

sabato 15 settembre 2007

Prezzi: "Per grano lo stesso del 1985, +750% divario con pane", sostiene la Coldiretti

"Il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori e' oggi lo stesso del 1985 mentre da allora il divario dei prezzi tra grano e pane e' aumentato di ben il 750 per cento". Se nel 1985 - spiega la Coldiretti - il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano e' venduto al prezzo di circa 22 centesimi mentre un chilo di pane e' acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo ma che raggiunge i 5 euro e oltre per quelli piu' elaborati, il divario tra il prezzo del pane e quello del grano e' quindi passato dai 29 centesimi del 1985 agli almeno 2,48 euro attuali con un incremento del 750 per cento". Secondo uno studio della Coldiretti per pane, pasta fresca e dolci il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 12, 20 e 70. (Agrapress)

Sostenibilità: altri legami fra fitofarmaci e malattie degenerative

Alcuni ricercatori del Costa Rica hanno di recente dichiarato di aver trovato un legame fra l’esposizione dei genitori ai fitofarmaci e l’insorgenza di leucemia infantile nei figli. L’Istuto Centro Americano per gli Studi sulle Sostanze Tossiche ha condotto una ricerca sugli effetti di 25 fitofarmaci in 5 diversi periodi di tempo. Secondo i risultati pubblicati dal Giornale Scandinavo su Lavoro, Ambiente e Salute, i casi di leucemia infantile risultavano associati sempre all’esposizione materna ai fitofarmaci fino ad un anno prima del concepimento e durante i primi due trimestri di gravidanza. L’esposizione paterna al paraquat, benomyl e picloram, analogamente, risulta collegata all’incidenza di leucemia nella discendenza. La leucemia rappresenta fra il 25 e il 35% dei tumori infantili in molti paesi, ma il Costa Rica, dovuto alla forte presenza agricola, ha il grado di incidenza di leucemia infantile maggiore al mondo. (PAN News/B@N)

venerdì 14 settembre 2007

Microsoft invia gli aggiornamenti di nascosto

Gli ultimi aggiornamenti dei sistemi operativi Winodws XP e Vista stanno arrivando. Volenti o nolenti. Nelle scorse settimane, infatti, alcuni utenti hanno notato che il loro sistema operativo Windows riceveva ed installava aggiornamenti in automatico e senza avvertire, anche quando la funzione di aggiornamento automatico era stata disabilitata.
Non è la prima volta che dalla Microsoft arrivano patch "obbligatorie", che il sistema cioè installa senza che ci sia la possibilità di impedirlo, ma è in assoluto la prima volta che una cosa simile accade di nascosto.
A riportare tutto è stata la newsletter Windows Secrets che avvertita dagli utenti e da alcuni membri dello staff di ciò che stava accadendo ha indagato e scoperto che i file aggiornati erano diversi per ogni computer ma tutti inerenti a Windows Update. Si tratta per Windows Vista di wuapi.dll, wuapp.exe, wuauclt.exe, wuaueng.dll, wucltux.dll, wudriver.dll, wups.dll, wups2.dll e wuwebv.dll, mentre per XP SP2 di cdm.dll, wuapi.dll, wuauclt.exe, wuaucpl.cpl, wuaueng.dll, wucltui.dll, wups.dll, wups2.dll e wuweb.dll.
Il commento di Brian Livingston, fondatore e editorialista della newsletter, riportato da PcWorld è stato: «non capiamo a fondo la tecnologia di Windows Update, ma apparentemente quest'aggiornamento non passa attraverso il parametro Auto Update. Molte compagnie ci tengono in maniera particolare ai cambiamenti fatti sui loro PC, e nonostante non ci sia alcun intento malevolo da parte di Microsoft, se questo non è un episodio isolato, ma l'inizio di una tendenza, c'è da stare preoccupati». A essere difeso, insomma, oltre che alla semplice utilità pratica, v'è un importante principio di trasparenza.

Fonte: http://webnews.html.it/news/leggi/6739/microsoft-invia-gli-aggiornamenti-di-nascosto/

Google vuole tornare sulla Luna

Google intende riportare l'essere umano sulla Luna. L'obiettivo è dichiarato esplicitamente in un post sul blog ufficiale del motore, post nel quale il gruppo promette 30 milioni di dollari per un concorso nel quale sarà l'iniziativa privata a tentare l'avventura con obiettivi specifici da raggiungere entro date prefissate. La guerra fredda che qualche decennio fa spingeva l'uomo all'avventura nello spazio oggi sublima in sfida imprenditoriale e nel tentativo di far proprie le opportunità esistenti nello spazio.

Il comunicato Google è stato diramato anche con traduzione in italiano. I contenuti principali:
Principi«Aziende private di tutto il mondo concorreranno per far atterrare sulla Luna una navicella-robot (rover) finanziata con mezzi privati, in grado di completare i diversi obiettivi della missione, tra cui esplorare la superficie lunare per almeno 500 metri e inviare video, immagini e dati sulla Terra [...] "Moon 2.0", la seconda fase dell'esplorazione lunare, non si limiterà a piantare bandierine e lasciare impronte umane sulla superficie: l'obiettivo stavolta e andare sulla Luna per rimanerci. La Luna è il trampolino di lancio verso il resto del sistema solare, oltre ad essere una fonte di soluzioni ad alcuni dei problemi ambientali più impellenti che si trova a dover affrontare oggi il nostro pianeta, ad esempio l'autonomia energetica e il cambiamento climatico. L'importanza dell'esplorazione lunare è riconosciuta ormai da governi di tutto il mondo e le agenzie spaziali di nazioni come Stati Uniti, Russia, Cina, India, Giappone e dei Paesi dell'Unione Europea progettano già l'invio di sonde sulla Luna nel prossimo decennio».
Premi«I 30 milioni di dollari complessivi della borsa sono suddivisi in un primo premio di 20 milioni, in un secondo premio di 5 milioni e in 5 milioni di premi in bonus. Per vincere il primo premio, un team dovrà riuscire a far atterrare sulla Luna un'astronave finanziata con mezzi privati, a esplorarne la superficie per almeno 500 metri e a trasmettere sulla Terra uno specifico pacchetto di video, immagini e altri dati. Il primo premio avrà un importo di 20 milioni di dollari fino al 31 dicembre 2012, dopo di che scenderà a 15 milioni di dollari fino al 31 dicembre 2014 [...] Bonus aggiuntivi in premi potranno inoltre essere assegnati in caso di completamento di obiettivi supplementari della missione, quali, ad esempio, percorrere distanze più lunghe (superiori a 5.000 metri), ritrarre immagini di artefatti umani (ad es. resti della missione Apollo), scoprire ghiaccio d'acqua e/o sopravvivere a una rigida notte lunare (corrispondente a circa 14,5 giorni terrestri). L'astronave che parteciperà alla competizione sarà corredata di videocamere e telecamere fisse ad alta definizione e invierà sulla Terra immagini e dati che saranno visibili al pubblico sul sito web Google Lunar X PRIZE».
Obiettivi«Riserva naturale di materie prime, il suolo lunare è costituito per oltre il 40% del suo peso da ossigeno, la stessa sostanza da cui è costituita per la maggior parte la massa del propellente dei razzi. Grazie al suo "pozzo di gravità" meno profondo, la Luna è il trampolino di lancio ideale per l'universo [...] La Luna può contribuire a salvare la Terra. Per più di 30 anni la NASA e il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti hanno sperimentato vari metodi per catturare l'abbondante energia solare pulita presente nello spazio per l'uso sulla Terra. Sebbene la tecnologia necessaria per realizzare questo processo sia ormai nota, gli elevati costi connessi al lancio di materiale al di fuori del profondo pozzo gravitazionale terrestre hanno impedito fino ad oggi l'implementazione di questi sistemi. Tuttavia, se si utilizzasse materiale lunare per la costruzione spaziale, sarebbe possibile fornire alla Terra energia pulita 24 ore su 24 senza biossido di carbonio e altri rischi per la biosfera [...] La Luna può insegnarci qualcosa sul passato geologico della Terra [...] La Luna ci consente di osservare meglio lo spazio [...] La Luna può rappresentare l'ambiente più ostile che dovremo affrontare nel prossimo futuro. Per esplorare e sopravvivere in questo ambiente saranno necessari progressi tecnologici non indifferenti. Molte di queste tecnologie potranno avere un uso pratico anche sulla Terra».
Il concorso è stato messo in opera in collaborazione con la X Price Foundation, associazione non profit che già si occupa di iniziative similari. L'avvento di Google ha dato spessore e rilevanza al contest, il quale diventa ora oltremodo appetibile per i privati che intendono investire per mandare sulla Luna la propria strumentazione. Sul sito ufficiale è disponibile molto materiale relativo al progetto con tanto di storia e informazioni legali relative alla sopraggiunta idea di ritentare l'allunaggio.

Fonte: http://webnews.html.it/news/leggi/6740/google-vuole-tornare-sulla-luna/

INTERNET: E' SIENA LA CAPITALE EBAY D'ITALIA

(AGI) - Siena, 12 set. - Siena e' la citta' piu' ecommerce d'Italia secondo l'indagine compiuta sui 5 milioni di utenti di eBay.it. La citta' toscana e' risultata essere la citta' italiana con la maggior penetrazione eBay. Nella citta' del Palio, quasi un abitante su quattro (il 22.9%) acquista o vende sul primo sito di commercio elettronico italiano. Per il titolo di capitale di eBay c'e' stato un vero e proprio testa a testa tra due citta' toscane - Siena e Pisa (seconda con il 22.2%), che a sorpresa hanno lasciato indietro grandi citta' da sempre considerate come le piu' tecnologiche d'Italia. Milano e Roma, ad esempio, si piazzano rispettivamente al quinto e settimo posto nella classifica. Il terzo posto se lo e' aggiudicato Cagliari con il 19.3% dei residenti che comprano e vendono su eBay, mentre la medaglia di legno va a Bologna, quarto posto con il 17.9%. Nella classifica delle venti citta' piu' ecommerce d'Italia, compaiono altre tre citta' toscane. Oltre alle due in vetta: Firenze (10° posto), Portoferraio (12°) e Lucca (19°). Grazie a queste 5 citta', la Toscana puo' vantare il primato della regione piu' rappresentata nella classifica. A seguire la Sardegna con 4 citta': Cagliari (3° posto), Nuoro (6°), Elmas (11°), Oristano (16°) e la Campania con 3 citta': Salerno (8° posto), Capri (9°) e Caserta (17°). Inaspettatamente la Lombardia, la regione piu' grande e piu' industrializzata d'Italia, e' rappresentata da sole due citta' - Milano (5° posto) e Basiglio (13°). Peggio della Lombardia il Lazio, rappresentata nella classifica delle prime 20 solo da Roma. Le Marche, con Camerino (14.2%), chiudono la lista delle 20. Se eBay.it fosse una regione, con i 5 milioni di utenti registrati sarebbe la quinta piu' popolata d'Italia dietro Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia. (AGI)

Fonte: http://www.agi.it/firenze/notizie/200709121320-cro-r012242-art.html

giovedì 13 settembre 2007

Riccardo Muti e la Chicago Symphony Orchestra per il Fai

Il Fai- Fondo per l'Ambiente Italiano presenta Riccardo Muti che dirigerà la Chicago Symphony Orchestra, in Italia dopo trent'anni.
È affidato alla bacchetta del maestro Muti l'esordio dell'autunno musicale del Fai in un appuntamento imperdibile. Riccardo Muti, infatti, salirà sul podio dell'Auditorium Parco della Musica a Roma con la Chicago Symphony Orchestra, una delle più importanti orchestre del mondo, per un concerto straordinario a favore del Fai – Fondo per l'Ambiente Italiano. Il ricavato della serata verrà infatti utilizzato per sostenere la gestione dei Beni posti sotto la tutela della Fondazione.
Il Maestro Muti dirigerà pagine dal grande repertorio tra Otto e Novecento: si partirà dalle note struggenti della “Patetica” di Cajkovskij, si proseguirà con il neoclassicismo della Suite per orchestra tratta dal balletto “Nobilissima Visione” di Paul Hindemith, per finire con gli accordi eterei, sospesi, estatici de “Le Poème de l'Extase” di Aleksander Scriabin.
Un evento che si avvale dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, organizzato dal FAI in collaborazione con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dedicato a tutti coloro che amano la cultura e la bellezza del nostro Paese.
Questo il programma:Pëtr Il'Ic Cajkovskij Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 "Patetica"Paul Hindemith Nobilissima VisioneAleksander Scriabin Sinfonia n. 4 op. 54 “Le Poème de l'Extase”
Costo dei biglietti: da 60 a 250 euro – Aderenti al Fai da 50 a 225 euro
Per informazioni e prenotazioni: Fai- Ufficio Eventi Speciali tel. 02.467615253-237 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17Amit Numero Verde 800.166.250 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 www.helloticket.it - www.santacecilia.it
Info sul Fai: www.fondoambiente.it

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=84353

Endometriosi - che cos'è?

CUNEO - “ ENDO – CHE ? “ Provare per credere: pronunciare la parola «endometriosi», dicono le donne affette da questa patologia, produce spesso una reazione di incertezza, diffidenza e, non di rado, indifferenza, frutto di scarsa conoscenza o totale ignoranza dell'argomento.
L'endometriosi è una malattia subdola, di difficile diagnosi, affligge nel mondo milioni di donne dall'adolescenza in poi, per tutto il periodo della vita mestruale. In genere, benché l'incidenza della patologia si aggiri intorno al 10-15 %, non è nota se non agli operatori sanitari, alle pazienti che la vivono in prima persona o a chi ha un caso in famiglia o tra le proprie conoscenze.
Moltissime donne si trovano a convivere per lungo tempo con un dolore cronico ma non definito, rimandando la visita ginecologica e quindi la scoperta della patologia in media dai 5 ai 10 anni.
Anche se non tutte avvertono disturbi specifici e per una diagnosi definitiva è necessario un intervento chirurgico di laparoscopia in cui è prelevato e analizzato un campione del tessuto dalle lesioni, vi sono campanelli d'allarme che possono indurre a sospettare un'endometriosi. Per esempio dolori molto intensi durante le mestruazioni o a metà ciclo in fase ovulatoria, problemi di infertilità e sterilità, dolore durante i rapporti sessuali o nell'espletare le normali funzioni fisiologiche, dissenteria e/o stitichezza, malessere generale accompagnato da febbricola non spiegabile.
Nonostante le lamentele per un dolore intollerabile, molte donne provano disperazione,confusione e senso di frustrazione per l'incomprensione da parte di famigliari, conoscenti e medici stessi.
Proprio per facilitare occasioni di confronto ed offrire sostegno, è nata in Italia nel 1999 l'Associazione Italiana Endometriosi Onlus: associazione di volontariato costituita da e per donne affette da endometriosi con lo scopo di sostenere le donne nel loro percorso di sofferenza e di diffondere informazioni complete e corrette sulla patologia.
L'associazione da quest'anno è attiva anche in provincia di Cuneo e propone un incontro gratuito e aperto a tutte le persone interessate sabato 22 settembre, a Savigliano, dalle 15:00 alle 18:00, presso i locali della Parrocchia di Sant'Andrea in via Sant'Andrea n° 30.
L'incontro, dal titolo “Endometriosi: un percorso da condividere”, sarà guidato dalla relatrice Giovanna Gariglio, ostetrica che ha maturato negli anni esperienze in varie strutture sanitarie pubbliche e che si occupa dal 1990 di Riabilitazione Perineale.

Per informazioni sulle attività del gruppo di auto-aiuto di Savigliano ci si può rivolgere a:
Bruna tel. 340 2913243
Per qualunque informazione circa l'endometriosi e le attività dell'Associazione, rivolgersi a:

Associazione Italiana Endometriosi Onlus
casella postale 114
20014 Nerviano – MI
tel/fax: 0331.589800
e-mail: info@endoassoc.it
http://www.endoassoc.it

Fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=84252